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Le multinazionali e la business ethics

La sfida lanciata alle multinazionali è quella di progettare industrie, prodotti e servizi che siano completamente sostenibili. Freeman ed altri (2000), come McDonough (1998), in questo non intendono limitare le libere imprese, piuttosto puntano sul fato che il business della sostenibilità ambientale non solo è possibile, ma offre alle aziende un vantaggio competitivo, risparmio di denaro riducendo la necessità di nuove risorse, e offre l'opportunità nel mercato mondiale di non sfruttare i paesi meno sviluppati.
L' International Business sta conquistando sempre maggiore priorità nella business ethics, proprio in virtù dell'attuale globalizzazione. Le nuove sfide del mercato mondiale chiedono alle società multinazionali di trovare un giusto compromesso tra un agire che è etico nel proprio paese e un agire che lo sia anche in un paese straniero.  In molti, tra cui anche Freeman, sono concordi nell'affermare che  le differenze culturali non implichino necessariamente delle differenze etiche irrisolvibili, ma che siano per lo più delle differenze di prospettiva. Donaldson (1989) ha proposto un set di minimi morali, che diano delle linee guida alle multinazionali, che rispettino i diritti umani ma preservino anche la diversità culturale. Questi moral minimums includono la libertà di associazione, di parola, il diritto di proprietà, il diritto ad un processo equo, sicurezza politica e fisica indiscriminata, e il diritto di assistenza e di una educazione di base. 
Alcuni studiosi, tra cui De George (1993), non trovano plausibile questo relativismo etico, ma sottolineano che ci sono delle difficoltà pratiche nello specificare particolari principi etici che si applicano a livello universale. Questo perchè istituzioni di fondo come il socialismo, il capitalismo e le usanze religiose confondono le operazioni culturali, creando dei differenti punti di vista a livello etico, sono delle realtà con cui le corporation difficilmente riescono a confrontarsi serenamente. 
La business ethics è sempre incorporata nelle istituzioni politiche, religiose e socioeconomiche, ma trattare con questi background istituzionali, può comunque rivelarsi estremamente stimolante per le corporation multinazionali.
Tratto da CORPORATE RESPONSIBILITY di Valentina Marchiò
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