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Effetti economici della prima guerra mondiale sull’economia italiana: le riparazioni

Il trattato di Versaills afferma l’identità politica nazionale, il nazionalismo a partire dai popoli, però questo non tiene conto degli assetti economici. Infatti i sistemi economici non corrispondono ai sistemi nazionali.
Si disgrega l’impero austro-ungarico, nascono tanti stati con forte indebitamento e senza mercati di produzione. L’Austria ha una grande capacità produttiva senza avere le materie prime.

La Cecoslovacchia aveva molte manifatture, ma non le materie prime.
- QUESTIONE DELLE RIPARAZIONI : sempre sotto il principio nazionalista, i paesi vincitori (Francia, Inghilterra e Stati Uniti) chiesero ai paesi vinti di pagare i danni di guerra. Ma i paesi vinti sono solo la Germania; questo genera una forte debolezza della Germania, perché essendo stata sconfitta non ha i soldi per pagare. Questo porta ad un conflitto economico tra Germania e paesi vincitori.
- La debolezza della Germania, dovuta alla necessità di pagare i debiti di guerra, la porta ad un processo di inflazione elevato: IPERINFLAZIONE TEDESCA.



La questione delle riparazioni segna tutto l’asse economico europeo e ha un peso essenziale anche per l’Italia. I paesi coinvolti nel conflitto accumulano grandi debiti verso l’Inghilterra e gli Stati Uniti, perché gli chiedevano soldi per la guerra, per importare le fonti energetiche (carbone), le materie prime e i prodotti alimentari.
Nel corso della conferenza di pace di Versaills emerge l’idea che le potenze vincitrici dovevano chiedere ai vinti di occuparsi dei debiti, in questo caso alla Germania.
Le entrate di questa riparazione servivano per ripagare i debiti all’Inghilterra e agli Stati Uniti. Ad aumentare la crisi fu l’insistenza americana.
Il principio delle riparazioni era tedesco ed era stato preventivato prima della guerra.
Il problema era quantificare le riparazioni: infatti avvennero una serie di accordi per arrivare alla riparazione della guerra.
La Germania era costretta a produrre per gli altri, per questo durante gli anni ’20 chiese una revisione delle riparazioni. Questo percorso segna lo sviluppo economico dell’Europa. La Germania in questo periodo aveva questo problema, e questo aveva portato alla perdita di uno dei motori fondamentali.
In aggiunta a tutto ciò ci furono molti scontri.
Per ripagare i debiti di guerra la Germania apre una serie di debiti con gli Stati Uniti. Questo fa si che il paese che doveva pagare i debiti chiedeva altri prestiti al paese che doveva ricevere i soldi. Tutto ciò segna profondamente gli anni ’30, dopo la crisi del ’29.
Questo processo mina il sistema finanziario internazionale.
Perché i tedeschi oltre a dover ripagare i debiti di guerra aumentano il debito pubblico attraverso l’emissione di moneta cartacea senza una corrispondenza del PIL, tutto ciò genera inflazione.
La I Guerra Mondiale segna non solo la fine della centralità della Germania ma lascia un quadro instabile dell’Europa.
Il nuovo baricentro economico mondiale sono gli Stati Uniti, che finanziano la guerra.
Viene meno sul piano economico internazionale un altro paese: la Russia, che era fornitrice di cereali. Scompare così il mercato russo ,legato anche al fatto che non c’era più l’area russa dove esportare.
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Appunti presi durante il corso di Storia Economica a.a. 2008-09.