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La disciplina della solidarietà. La teoria della c.d. supersolidarietà


Per quanto riguarda la disciplina della solidarietà, è da ricordare che il soggetto passivo del tributo non è solo obbligato all’adempimento di una prestazione pecuniaria, ma è tenuto anche all’adempimento di obblighi formali, come la presentazione della dichiarazione.
Nei confronti di tali obblighi vale il principio per cui l’adempimento di un soggetto libera gli altri. Se la dichiarazione è presentata da uno solo, anche gli altri sono liberati; ma se la dichiarazione comporta sanzioni, queste sono applicabili a tutti.
A conferma di ciò c’è una vecchia giurisprudenza secondo cui l’avviso di accertamento notificato ad uno dei condebitori, era efficace nei confronti di tutti i condebitori, compresi coloro a cui non era stato notificato. Da ciò derivava che l’atto divenuto definitivo produceva effetti nei confronti di tutti. Questa dottrina è stata definita come solidarietà formale o supersolidarietà ed era giustificata dall’unicità dei rapporti di solidarietà tributaria e dalla considerazione di ciascun condebitore come rappresentante ex lege degli altri.
Tuttavia questa concezione è stata fortemente contestata dalla Corte costituzionale che ne ha dichiarato l’illegittimità costituzionale perché comportava lesione del diritto di difesa dei condebitori nei confronti dei quali un atto poteva esplicare effetti senza che ad essi fosse notificato.
Con quest’intervento, si è consolidata l’idea che l’obbligazione solidale tributaria non differisce da quella civile e, quindi, vengono applicate le norme del codice civile.
Tratto da DIRITTO TRIBUTARIO di Alessandro Remigio
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