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Le dottrine fiscali dell’interpretazione e l’autonomia del diritto tributario


Nel XIX secolo, si era affermata la dottrina dell’interpretazione stretta delle leggi tributarie secondo cui il tributo era considerato un’intromissione dello stato nell’economia privata ed una limitazione della libertà e della proprietà privata e, da qui, si deduceva anche il divieto di interpretazioni estensive.
Nell’ambito della Costituzione repubblicana, venuto meno il presupposto della dottrina dell’interpretazione stretta delle leggi tributarie, occorre ritenere che non esiste alcun canone che imponga preventivamente di sviluppare l’interpretazione in modo da pervenire ad una estensione o restrizione della materia imponibili.
Discussioni e dibattiti sull’interpretazione della legge tributaria hanno sempre riguardato le norme sostanziali dell’imposizione.
A tal proposito sono state sostenute dottrine che possono essere classificate in:
- L’indirizzo autonomisico sostiene che la legge tributaria racchiude una nozione autonoma, diversa da quella propria del settore giuridico in cui l’istituto è regolato in via primaria. Tra gli indirizzi autonomistici è da ricordare una corrente dottrinale che sosteneva un’interpretazione funzionale delle norme tributarie.
- L’indirizzo antiautonomistico sostiene che la legge tributaria accoglie la medesima nozione che di un atto è delineata nel settore giuridico di provenienza.
Tratto da DIRITTO TRIBUTARIO di Alessandro Remigio
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