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La democrazia diretta


All’inizio degli anni ’90 viene meno la fedeltà politico-ideologica che aveva bloccato il sistema elettorale italiano condannandolo ad una staticità e il mercato elettorale diviene dinamico.
Le riforme istituzionali introducono l’elezione diretta dei parlamentari alle principali cariche amministrative; la nascita di nuovi soggetti politici e coalizioni che promuovono una personalizzazione della scena politica ottimale per la diffusione dei sondaggi.
In questo contesto i sistemi di rilevazione dell’opinione pubblica si impongono come un elemento fondamentale del rapporto che lega informazione, politica e televisione, mentre sondaggi e focus group sono il sistema più veloce a disposizione dei partiti per conoscere gli orientamenti di voto degli italiani.
Nel 1994 la creazione di Forza Italia è monitorata sulle rilevazione delle opinioni degli italiani e sull’immagine di Berlusconi, su suoi punti di forza e di debolezza, sull’indice di popolarità e sul suo posizionamento politico.
La pubblicazione dei risultati catalizza l’attenzione sul nascente partito ponendola al centro del dibattito e della cronaca politica.
L’uso sistematico dei sondaggi è ripreso anche da altri partiti.
Nel 2001 Rutelli per la campagna elettorale rileva il giudizio degli elettori sui cinque anni del centro-sinistra tramite un sondaggio preelettorale.
Un decisione fondamentale per la campagna elettorale e l’esito delle elezioni un tempo era l’esperienza dei partiti, oggi è affidata ai sondaggi.
La popolarità e l’autorevolezza dei sondaggi sono elevate e la politica le ha usate come strumento di comunicazione e propaganda ad esempio sono state estese rilevazioni dubbie per presentare anticipatamente i vincitori, come alcuni sondaggi eccessivamente favorevoli a Forza Italia diffusi dalla Diakron prima delle elezioni del 1994 e strategicamente pilotati.
L’utilizzo improprio e propagandistico del sondaggio lo si nota maggiormente in quei sondaggi dove il principale contenuto è la previsione come nello spot del 1994 dove Berlusconi annuncia che il 36% degli italiani ha già deciso di votare Forza Italia.
Una delle regole del decalogo elettorale stilato da Jaques Séguéla è che non si vota per uno sconfitto, ma per un vincitore.
Nel moderno mercato dell’informazione italiano caratterizzato dalla competitività , impostato sulla logica dello scoop e attento ai requisiti spettacolari delle notizie, il sondaggio possiede i tratti necessari: rapidità, economicità, visibilità e grande capacità di semplificazione.
Nel 2001 si è accesa la polemica quando l’Associazione degli Istituti di Ricerca ha accusato la stampa di essere incompleta, inaccurate e ossessionata dall’effetto previsivo dei sondaggi e ai media considerati molto distanti dall’opinione pubblica e pronti ad assecondare le esigenze dei politici.
I sondaggi non servono solo a “vendere” il presidente, ma il sondaggio è anche un innovativo strumento di dialogo.
Con Berlusconi le ricerche di mercato diventano lo strumento per instaurare un dialogo continuo con il corpo elettorale, basato sulla rilevazione delle opinioni della maggioranza.
Il leader moderno non si propone come l’incarnazione della divinità o della nazione, ma della maggioranza; l’espressione “lo stato sono io” del re Sole oggi è “la maggioranza sono io” .
Critici  osservatori parlano di sondocrazia; repubblica del sondaggio; democrazia del pubblico, mettendo in evidenza una politica che si allinea ai voleri e alle opinioni della maggioranza statistica.
Questa tendenza è comune alle principali democrazie, primi tra tutti gli Stati Uniti.
Il sondaggio è oggi un elemento importante della turbopolitica perché è strumento di conoscenza, informazione, democrazia diretta e immediata che si concilia con caratteristiche quali la personalizzazione delle leadership, il venir meno della funzione di mediazione sociale dei partiti, la fine della rappresentazione politica nelle se forme tradizionali, la spettacolarizzazione della comunicazione. Il linguaggio dei sondaggi fatto di numeri e percentuali è più semplice e di facile utilizzo per i protagonisti della scena pubblica.
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