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I piani di intervento della riforma manageriale

La riforma manageriale è vista in contrapposizione alla burocrazia, che nel corso del tempo ha dimostrato costantemente la sua inadeguatezza. Diverse sono stati i piani di intervento:
   
1. definizione della strategia, con la selezione di scelte strategiche, quali: messa in discussione della mission dell'ente; ridefinizione conseguente del campo di attività e del portafoglio di funzioni e servizi; scelta delle forme più convenienti di gestione; definizione di un sistema di alleanze con altre istituzioni; definizione di una strategia economico-finanziaria per l'equilibrio a lungo termine;
2. miglioramento qualitativo dei servizi erogati, tramite: la riprogettazione del contenuto dei servizi; introduzione di programmi per il miglioramento della qualità; rafforzamento della comunicazione istituzionale; forme di tutela dell'utente e di trasparenza; valorizzazione delle specificità territoriali;
3. il rapporto politico-dirigente: si introduce una distinzione tra i ruoli di indirizzo e controllo (politico) e la responsabilità gestionale (management);
4. cambiamento nei modelli organizzativi attraverso: riduzione della taglia delle PA (contenimento dell'organico e affidamento a terzi di alcune aree); semplificazione, razionalizzazione, adeguamento di sistemi informativi e tecnologie connesse; introduzione di meccanismi di flessibilità e adattabilità; trasformazione del ruolo degli staff da funzioni amministrative a operative; decentramento dei ruoli e creazione di ruoli innovativi. Tuttavia spesso ci si è concentrati prevalentemente su aspetti statici e formalizzabili, com'è proprio della vecchia cultura della PA.;
5. rinnovamento delle politiche del personale - innovazioni sono state: semplificazione dei sistemi di inquadramento; più autonomia alle singole amministrazioni; riconoscimento migliore di meriti e professionalità; maggiore articolazione retributiva; attivazione di contratti a termine e maggiormente flessibili rispetto al precedente tempo indeterminato. Tutto ciò ha rappresentato una sorta di rivoluzione, con molti problemi riscontrati, quali: l'impreparazione a una gestione evoluta del personale e l'emergere di forti resistenze sul piano culturale (garanzie e egualitarismo);
6. introduzione di meccanismi di responsabilizzazione economica e sui risultati per sanare i deficit di misurazione, di controllo e di supporto alle decisioni, grazie a: revisione del sistema di programmazione e controllo; introduzione di sistemi di contabilità economica-patrimoniale, oltre a quella finanziaria; collegamento tra sistemi di programmazione e controllo, sistemi rilevazione e incentivanti. Comunque sono state individuate non poche difficoltà in fase attuativa.
Tratto da MANAGEMENT PUBBLICO di Giulia Dakli
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