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Trattamento del disavanzo di fusione

Il disavanzo di fusione può civilisticamente essere portato ad incremento del costo dei beni delle società incorporate o fuse. Gli elementi patrimoniali rivalutabili, per effetto della destinazione del disavanzo di fusione, sono: immobilizzazioni materiali, ad esclusione degli acconti immobilizzazioni immateriali, ad esclusione dei costi di impianto e ampliamento e pubblicità partecipazioni rimanenze di magazzino, ad esclusione degli acconti. Tuttavia il limite massimo al quale tali elementi patrimoniali possono essere rivalutati è rappresentato dal valore effettivo degli stessi, ossia il valore di mercato (L’attribuzione di tali elementi è sotto la responsabilità degli amministratori o organi di controllo.). Qualora il valore di mercato dei beni non sia in grado di assorbire completamente il disavanzo di fusione, la parte non attribuita ai beni può essere iscritta, nel rispetto dei criteri di valutazione del bilancio (acquisto a titolo oneroso e consenso del collegio sindacale – PRINCIPIO CONTABILE 24) ad avviamento, oppure, se invece non può essere considerato avviamento, è eliminato dall’attivo e diventa un costo d’esercizio non deducibile (perdite). L’OIC N.25 (imposte) dice che tutte le volte che esiste un valore iscritto in bilancio e il suo valore è non fiscalmente riconosciuto, ho una fiscalità differita. I valori fiscalmente riconosciuti sono i valori che i beni avevano nel bilancio dell’incorporata. Avrò quindi differenze fiscali e dovrò compilare il prospetto di conciliazione in unico. Rilevanza: rinvia all’articolo relativo ai conferimenti -Non per tutti gli elementi patrimoniali provenienti dalle società fuse o incorporate è riconosciuto il maggior valore dovuto alla destinazione del disavanzo- Per avere il riconoscimento fiscale occorre corrispondere un imposta sostitutiva che è progressiva per scaglioni. Quali sono i beni? Art.176 2-ter: immobilizzazioni materiali e immateriali relativi all’azienda ricevuta.
L’imposta sostitutiva si paga sempre, a prescindere dall’utile fiscale; solitamente è un’aliquota agevolata e si calcola sui maggiori valori. L’opzione può essere esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa all’esercizio nel corso del quale è stata posta in essere l’operazione o, al più tardi, nel periodo d’imposta successivo (a quello in cui è avvenuta l’operazione). Da quando i maggiori valori sono riconosciuti? Nel periodo d’imposta nel quale è esercitata l’opzione. Se decido nell’esercizio successivo avrò una differenza fiscale nell’esercizio dell’operazione.
Tratto da RIORGANIZZAZIONI AZIENDALI di Andrea Balla
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