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I riti di passaggio


In molte società la socializzazione è considerata un aspetto molto importante, e il suo compimento, cioè l'ingresso del ragazzo del mondo adulto, viene celebrata unicamente con dei riti di passaggio. Nelle società tribali studiate dagli antropologi esistono diversi tipi di riti, di separazione, segregazione, e di aggregazione, che riguardano spesso i giovani maschi e comportano delle prove molto dolorose, ad es la circoncisione.
Nelle nostre società questi rituali sono diventati sempre meno importanti e meno diffusi. Restano ancora i balli di debutto in società delle diciottenni delle famiglie borghesi o le feste di laurea o l'addio al celibato. Questo declino è da mettersi in relazione anche con la condizione assunta dalla gioventù, di incertezza dei ruoli e di moratoria psicosociale (Erikson).
La crescita della differenziazione sociale, che ha accompagnato il formarsi della moderna società industriale, ha comportato l'istituzionalizzazione di specifiche agenzie di socializzazione: in 1° luogo la famiglia nucleare che ha sempre più accentuato questa funzione della scuola. Al loro fianco altri gruppi di organizzazioni che svolgono una funzione importante nella socializzazione, tra cui la Chiesa e l'esercito.
Un ruolo sempre più importante nelle nostre società è svolto dai gruppi di coetanei, o gruppi dei pari che, come mostrano molte ricerche nell'ambito della sociologia e della psicologia sociale, sono uno tra i più importanti punti di riferimento sul piano cognitivo ed emozionale nella fase dell'adolescenza, contribuendo allo sviluppo di competenze sociali utili per l'inserimento del mondo adulto, alla formazione dell'autostima e del senso personale del sé.
Tratto da SOCIOLOGIA DEI PROCESSI CULTURALI di Manuela Floris
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