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Il lamento



Quando il bambino si trasforma in un uccello muni ci sono due tipi di lamento: prima un pianto rapido e isterico, poi un lamento più melodico e lento. Il lamento nel Bosavi rispecchia questa variazione. I kaluli si esprimono così quando reagiscono alle canzoni durante alcuni eventi e cerimonie che suscitano dolore profondo a causa di una perdita o di un abbandono. 

In queste occasioni di grande dolore il lamento si sviluppa in modo diverso tra uomini e donne.
Gli uomini esibiscono picchi di emotività che sale e scema molto rapidamente, iniziano normalmente con un guaito molto acuto e poi passano subito all’imitazione del richiamo muni urlando in falsetto usando 3 o 4 note, dopodichè possono anche restare in silenzio per il resto dell’evento. A volte abbinano al lamento alcune parole, generalmente collocano il testo dopo le prime due note del pianto. Le donne, invece, iniziano i loro lamenti nella modalità rapida e isterica e mantengono a lungo un livello di grande intensità, poi rallentano e riprendono fiato, per poi ricominciare con un lamento più melodico.

Partiamo dal presupposto che il lamento si articola in 3 o 4 note, varie sono le forme di elaborazione: una delle forme è un lamento con l’inserimento di parole dopo le prime due note; un’altra presenta parole per tutta la frase con la maggior parte del testo collocata tra la 2° e 3° nota; poi c’è l’elaborazione più completa che è la canzone piangente, nella quale la donna improvvisa un lungo testo sulla melodia del lamento. Il fattore distintivo del lamento kaluli è che la melodia a 3 o 4 note viene usata come metafora sonora per la tristezza ed esprime il dolore causato dda una perdita o dall’abbandono, la riduzione allo stato di perdita diventa equivalente alla condizione di uccello.

Il lamento è una forma espressiva prettamente femminile, benchè la usino entrambe i sessi in reazione al dolore, le donne generalmente vi aggiungono un testo e solo le donne lo trasformano in una canzone piangente, tali costituiscono la forma più intricata ed elaborata di lamento, in pratica mentre agli uomini il dolore suscita il lamento come nelle donne, solo in quest’ultime il lamento suscita anche la canzone. I testi sono improvvisati ma aderiscono a formule costanti. In contesti in cui la persona è morta o partita tutti i testi iniziano col nome che indica il grado di parentela con la cantante, negli sviluppi successivi appaiono molti toponimi che sviluppano una mappa testuale delle esperienze condivise dalle due persone. Testi e melodie vengono composti simultaneamente e deliberatamente dal compositore.
Tratto da SUONO E SENTIMENTO di Marianna Tesoriero
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