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Definizione di antropologia

ANTROPOLOGIA: è un sapere nato come riflessione sulle società incontrate dalla società industriale moderna nel suo movimento di espansione e presenta la non comune caratteristica di essere una critica implicita a qualunque pretesa di assolutizzazione dei fondamenti della cultura di cui essa stessa è espressione.

Descartes ('600) e Montaigne (fine '500) esprimono idee simili su costumi e comportamenti (cioè la cultura) ma giungono a conclusioni diverse:

1) Descartes rifiuta di credere che le certezze derivanti dalla cultura nella quale si nasce e si cresce siano il parametro valido per formulare giudizi sulla realtà che ci circonda. Esorta a dubitare sempre delle apparenze (abitudini e costumi) poiché la verità va cercata dentro di noi attraverso l'applicazione metodica del dubbio;

2) secondo Montaigne noi siamo ciò che i costumi ci fanno essere, quindi dobbiamo essere cauti nel giudicare e saggi nel comportarci con chi ha costumi diversi dai nostri. L'antropologia va situata a metà strada fra i due: essa, infatti, nutre dei dubbi nei confronti delle verità trasmesseci dalla tradizione ma non ritiene che la verità sia qualcosa di raggiungibile al di fuori delle forme di esistenza storica e sociale in cui vivono gli esseri umani, cioè al di fuori della loro "cultura".

L'antropologia:
- è una frontiera perché si situa alla frontiera di una cultura (quella occidentale) che ha sempre considerato se stessa in grado di ricondurre il mondo alle sue categorie. L'antropologia è espressione di questa tradizione di pensiero (totalitario, colonialista, imperialista, sessista,…) ma è anche figlia del dubbio, è una critica a qualunque pretesa di assolutizzazione dei fondamenti della cultura di cui è essa stessa espressione. Per comprendere il mondo in maniera chiara e distinta, bisogna passare attraverso l'estraneazione dall'ovvietà, dall'attitudine, dall'esempio;

- è nata sulla frontiera, fra culture diverse o in "zone di contatto" dove agiscono soggetti di provenienza diversa, portatori di specifici motivi culturali, interessi, progetti politici, aspirazioni economiche, rivendicazioni identitarie. Essa si muove fra due poli:
1) esperienza: esperienza della diversità culturale ma anche contesto, fatto di altri esseri umani capaci di produrre significati propri, in cui l'antropologo mette in atto strategie di ricerca;
2) interpretazione: è necessaria, altrimenti l'esperienza non avrebbe alcun valore.

N.B. Se dunque l'antropologia è una frontiera, è perché essa esprime il "limite" della cultura che l'ha vista nascere, perché si è sviluppata in "zone di contatto" e forse anche perché essa si pone come sapere "mobile", sempre disposto a riformulare i propri parametri sulla base delle nuove esperienze suscettibili di produrre nuove interpretazioni. La sua mobilità dipende dal fatto che gli antropologi viaggiano.
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