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GLI STRATI DELLA VITA PSICHICA


L’essere umano è considerato come la risultanza dell’interazione fra differenti livelli, ciascuno dei quali riportabile a un preciso substrato neurobiologico.
Il sistema base piacere-dolore: il primo stato è basato sulla polarità piacere-dolore. Ogni entità che interagisce attivamente con un ambiente deve possedere un qualche sistema di base che gli consenta di codificare quali oggetti o stimoli costituiscono un occasione per mantenere integra la propria struttura e quali oggetti o stimoli costituiscono invece una minaccia per la propria organizzazione. Gli effetti delle azioni che danneggiano o mettono a rischio l’organizzazione di un’unità vivente possono essere rappresentati dalla nozione “dolore”, mentre gli effetti delle azioni che consentono l’espressione delle proprie capacità che servono all’autopiesi può essere chiamato “piacere”.
Il sotto-sistema dolore: esiste un apparato nervoso specializzato nella rilevazione del dolore, esistono specifici neuroni capaci di rilevare quegli stimoli potenzialmente dannosi per l’organismo. Esistono 3 tipologie di neuroni nocicettori: una specializzata nel rilevare la temperatura, la seconda per rilevare il gradiente di pressione a cui viene sottoposto un corpo e il terzo specializzati nel rilevare i processi infiammatori.
Il dolore compare in tutti quei casi in cui è in atto una minaccia all’integrità dell’organismo umano.

Il sotto-sistema piacere: l’ipotalamo è la componente celebrale che controlla il comportamento appetitivo e sessuale e l’eccitazione di questo organo in alcune aree produce il comportamento di piacere. Quindi stimoli che soddisfano pulsioni fondamentali dell’essere vivente si accompagnano alla sensazione di piacere.

La modulazione piacere-dolore: il sistema piacere-dolore è una realtà in cui le due polarità sono compresenti e in comunicazione fra di loro. Nell’organismo esistono delle sostanze capaci di controllare e di modulare l’esperienza del dolore.
L’assenza del dolore o la mitigazione dello stesso costituiscono una tipologia di piacere. Fattori in grado di modulare le sensazioni dolorifiche sono l’ipnosi, le emozioni, farmaci placebo e oppiacei sintetici. L’organismo è pertanto dotato di un sistema di adattamento al dolore, che solo parzialmente può essere denominato anch’esso di piacere.


Punto fondamentale della dialettica dolore-piacere è la questione del potere. Attraversare un’esperienza di dolore significa mettere alla prova i propri sistemi di adattamento e di conseguimento degli obiettivi, ricavando alla fine la percezione che “ce la si è fatta”,                   ossia che si è potuto controllare se stessi in rapporto alle sollecitazioni del contesto. Si tratta di un’esperienza di empowerment, cioè di accrescimento di potere. Dunque il conseguimento di un risultato dopo un passaggio dalle zone del dolore ha come conseguenza quello di assegnare un’esperienza di piacere. Ecco che allora il potere può effettivamente costituire il piacere sommo per l’esssere umano. In sintesi, il dolore è controllato dall’organismo, che tale adattamento è paragonabile a un’esperienza di piacere, per cui il piacere sarebbe semplicemente de-tensione della pulsione desiderante.
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