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Mascheramento temporale


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Il mascheramento è una metodica che viene adottata nel momento in cui noi andiamo a studiare uno dei due orecchi, per evitare che, se c’è differenza di soglia, in realtà venga percepito dall’orecchio controlaterale rispetto a quello che andiamo a testare; è una tecnica audiometrica usata per eliminare la risposta data dall’orecchio non esaminato

Un rumore viene presentato all’orecchio non esaminato durante il test; il livello di mascheramento può aumentare la soglia dell’orecchio non testato, ma non può creare crossover. Il crossover si ha quando il risultato del test audiometrico viene solamente dall’orecchio testato (via aerea 40- 80 dB, via ossea 0 dB). Quando la differenza tra la soglia dei due orecchi supera certi livelli, circa 45-50 dB per la via aerea e 5 dB per la ossea, il suono inviato all’orecchio più sordo può stimolare l’orecchio migliore (per via ossea è più facile una transcanalizzazione e quindi percezione dal controlaterale). Per il rilevamento della soglia nell’orecchio peggiore è necessario impedire che il suono venga percepito dall’altro orecchio, e questo si può ottenere inviando all’orecchio migliore un segnale acustico differente e che abbia un potere mascherante sul tono in esame.

Come suono mascherante viene di solito usato il rumore bianco, così chiamato perché composto di rumori di tutte le frequenze udibili distribuiti in maniera uniforme. Migliore effetto mascherante viene ottenuto con il rumore rosa in cui la quantità di energia è distribuita uniformemente per le varie ottave, o con il rumore a banda stretta nel qual caso viene utilizzato un rumore con campo di frequenza assai ridotto e centrato sulla frequenza del tono che si vuole mascherare
Il rumore rosa e ancora di più quello a banda stretta, a parità di energia hanno un potere mascherante maggiore del rumore bianco. È molto importante regolare l’intensità del rumore mascherante in modo che il mascheramento sia sufficiente ad impedire l’ascolto del tono da parte dell’orecchio mascherato, ma non eccessivo, perché in tal caso verrebbe ad essere mascherato anche l’orecchio che si vuole esaminare.

Come si procede? Nel momento in cui vado a studiare la VA, vedo che c’è un’importante differenza tra le soglie, per cui il paziente quando invio i suoni percepisce i suoni di là, devo mascherare l’orecchio migliore; a seconda delle diverse frequenze invio un suono per VA che sarà di 10 dB superiore alla soglia per VA dell’orecchio migliore (frequenze di 1000, 2000, 4000, 8000, per 250 e 500 si usano frequenze maggiori rispetto alla soglia). Quando il paziente sente il suono, aumento ulteriormente il mascheramento di 10 dB e quando continua a percepirlo, quella è la soglia dell’orecchio che sto andando a testare. Stessa cosa per la VO invio comunque i suoni per VA. 

Tratto da AUDIOLOGIA di Andrea Panepinto
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