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Alloggiamento delle protesi mammarie


L’alloggiamento della protesi può essere:

1. Retroghiandolare. E’ più facile e veloce, ha una convalescenza rapida e poco dolorosa.
2. Retromuscolare parziale. Prevede il disseccamento del muscolo gran pettorale per creare una tasca dove posizionare la protesi; le mammelle sono più dure, la convalescenza è più lunga e dolorosa ma il risultato è più naturale.
3. Retromuscolare totale. Consigliato alla pazienti magre e poco atletiche che eviteranno attività fisica intensa con le braccia.
La medicazione deve garantire l’immobilità degli impianti e una pressione verso il basso che contrasti la risalita delle protesi dovuta alle contrazioni dei muscoli pettorali nel post-operatorio. Dopo l’intervento possono verificarsi indolenzimenti, difficoltà di movimento delle braccia ecc. pertanto si consiglia di indossare per un mese un reggiseno sportivo giorno e notte ed evitare di guidare per almeno 10 giorni.
Complicanze: ematomi, difetti di cicatrizzazione, dislocamento delle protesi, rottura dell’impianto, contrattura capsulare (5-10% dei casi). Quest’ultima si verifica, per ragioni ancora non chiare, quando l’involucro fibroso determinatosi a seguito dell’inserimento di un corpo estraneo nell’organismo non risulta più sottile e impalpabile ma si ispessisce e si contrae dislocando la protesi che risulta dura ed immobile. La contrattura capsulare si può prevenire con una terapia antibiotica ma anche con la testurizzazione, ovvero un trattamento particolare con cui la superficie delle protesi risulta rugosa e pertanto meglio accettata dall’organismo.

Tratto da CHIRURGIA PLASTICA di Lucrezia Modesto
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