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Tipi di mammella e approccio chirurgico


Si definisce mammella ptosica una mammella dislocata dalla sua posizione normale. Le cause possono essere: ipotrofia del suo contenuto ghiandolo-adiposo o ipotonia del sistema di sospensione determinate da variazioni ponderali, ormonali, invecchiamento e peso eccessivo. La pelle si presenta sottile, smagliata e l’aderenza alla parete toracica è scarsa.
La mammella ipertrofica rappresenta un problema di carattere sia estetico che funzionale; infatti, oltre alle dimensioni sgradevoli, alla ptosi e alle areole dilatate si verificano un assottigliamento della cute, un’irritazione cutanea da sfregamento, solchi da spallina, indolenzimento muscolare, cefalea ecc.
L’approccio chirurgico per correggere queste due anomalie viene scelto in base ai seguenti parametri: dimensioni, grado di ptosi, consistenza. L’obiettivo da raggiungere è il compromesso tra forma ottimale e minimo esito cicatriziale; inoltre la riduzione del volume mammario e/o il suo riposizionamento deve preservare un’adeguata vascolarizzazione e l’integrità del complesso areola-capezzolo (CAC). La cicatrice  della mastoplastica riduttiva può essere a T capovolta, verticale oppure può prevedere un trapianto del CAC.
La mastopessi invece consiste in una rimozione della cute in più e nel riposizionamento della ghiandola cadente, senza diminuirne il volume.
Tratto da CHIRURGIA PLASTICA di Lucrezia Modesto
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