Skip to content

Rimedi a sopravvenienze, difformità o differenze di valore del contratto preliminare


Si è a lungo discusso sull’ipotesi di sopravvenienze, difformità o differenze di valore che si verifichino o siano scoperte dopo la conclusione del contratto preliminare ma prima della sottoscrizione del contratto definitivo.
La soluzione adottata in precedenza dalla giurisprudenza teorica e pratica era del tutto lineare:
- gli effetti che si possono produrre con il definitivo sono quelli dichiarati nel preliminare, e le parti e il giudice non possono innovare il contenuto di tale atto;
- di fronte a difformità o vizi il promissario avrà due possibilità:
- concludere un definitivo fedele alla lettera del preliminare;
- rimuovere il preliminare.
Dominava quindi il principio di intangibilità del preliminare.
Dalla fine degli anni ’90 il principio dell’intangibilità è stato abbandonato e si è ritenuto possibile adattare il contratto definitivo o la sentenza costitutiva in presenza di determinate condizioni.
L’identità del bene è necessaria ma si può esperire l’azione per eliminare i vizi e le difformità.
Più delicata è la questione relativa alla presenza di un vizio nel contratto preliminare: in tal caso si può impugnare il preliminare o mantenerlo in vita rettificato.
Ma che cosa succede se si conclude il definitivo e poi si chiede l’eliminazione dell’atto?
se la parte conosceva il vizio prima del preliminare e conclude il definitivo, si potrebbe pensare ad una rinuncia;
se il rimedio contro il preliminare è prescritto al tempo del definitivo l’atto è inattaccabile; se invece detto rimedio non è prescritto ovvero è imprescrittibile (si pensi all’azione di nullità), la soluzione varia a seconda della ricostruzione adottata in ordine alla natura del definitivo ed alla sua autonomia;
unica eccezione, per taluno, è l’azione di rescissione; a fronte di un preliminare rescindibile, la giurisprudenza ammette il decorso di un nuovo termine di prescrizione annuale a partire dalla stipulazione del definitivo: la ratio va ricercata nella eccessiva brevità del termine prescrizionale.
Di contro, in caso di vizi che attengano al solo definitivo, i rimedi troveranno applicazione per quest’ultimo; il venire meno di tale contratto inoltre non incide sulla validità del preliminare e sull’obbligo che ne sorge.
Pertanto, resta in vita l’obbligo nascente dal preliminare di stipulare un nuovo contratto definitivo esente da vizi.
Tratto da DISCIPLINA GIURIDICA DEI CONTRATTI di Stefano Civitelli
Valuta questi appunti:

Continua a leggere:

Dettagli appunto:

Altri appunti correlati:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:

Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.