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L’orientamento, il campo visivo, l'apparato vestibolare e la motion sickness


L’ orientamento è una funzione altamente complessa che richiede un elevato grado di integrazione a livello centrale, ricevendo informazioni da apparato visivo (vista), vestibolare (equilibrio) e dai recettori cutanei (stimoli termici/dal mondo esterno), articolari e muscolari (dall’interno del corpo).

Il campo visivo è l’angolo solido che un occhio può vedere istantaneamente, mantenuto fermo e guardando avanti. Può essere esteso con i movimenti di occhi, testa e collo.
La visione dipende dall’apparato costituito dal nervo ottico e dalla parte del cervello adibita alla visione.
I coni sono i recettori responsabili della vista diurna, sensibili ad elevata intensità di luce, mentre i bastoncelli sono sensibili a livelli più bassi, quindi sono utilizzati dal crepuscolo in poi.
I primi stanno in una zona centrale, i secondi in zona periferica.
In caso di ipossia a livello della retina si ha riduzione della visione notturna, (-5% a 1’200m, -40% a 5’000m).
La visione foveale riguarda ciò che viene osservata, mentre la visione periferica riguarda il contesto in cui si trova ciò che viene osservata. Tutto questo viene dato dal riflesso vestibolo-oculare, che stabilizza l’immagine retinica durante i movimenti della testa e del corpo attraverso aggiustamento della posizione degli occhi in base all’ampiezza delle accelerazione lineari ed angolari rilevate.

L’ apparato vestibolare si trova nell’ orecchio e ci permette di aver equilibrio.
È costituito da canali semicircolari, sensibili ad accelerazioni angolari, ed otricolo più sacculo, sensibili a quelle lineari.
Le informazioni raccolte da questi organi si inviano al cervello, che elabora il segnale insieme alle informazioni visive e propriocettive.
I CSC hanno al loro interno la linfa, mentre alle estremità hanno delle ciglia sensibili al movimento di essa e degli otoliti.
Il disorientamento avviene per illusioni, che possono essere dovute ad interferenze con i meccanismi che ci fanno percepire la nostra posizione verticale. Può avvenire quando abbiamo carenza di informazioni visive.

La motion sickness è una condizione caratterizzata da nausea, vomito, pallore e senso di freddo, determinata da discordanza tra informazioni provenienti dal cervello e quelle vestibolari.
In questo momento non abbiamo una sensazione corretta del nostro corpo in rapporto alla spazio che ci circonda.
Il nostro SNC è molto plastico e cerca di adattarsi alle varie condizioni di stimoli sensoriali alterate. Quando le informazioni diventano carenti in caso di assenza di gravità, il SNC aumenta il n° di sinapsi per adattarsi, riorganizzando le informazioni tra le varie componenti, mentre in caso di ipergravità, come nel caso della F1, tali informazioni vengono smorzate.
La forza di gravità esercita un controllo enorme sulla nostra attività motoria, perché circa il 60% dei muscoli hanno la funzione di opporsi ad essa. Per cui gli astronauti hanno difficoltà, al ritorno sulla Terra, a muovere passi o a mantenere stabile la posizione della testa. Le funzioni corticali più indebolite sono la rotazione di un oggetto tridimensionale, rilevazione della simmetria bilaterale e difficoltà ad eseguire il test della facce invertite.
Le sensibilità si sviluppano secondo la sequenza: tattile, vestibolare, uditiva e visiva.

Tratto da DISCIPLINE DELL'APPARATO LOCOMOTORE di Vincenzo Sorgente
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