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La patologia della spalla


La spalla è un’unità funzionale costituita da più articolazioni, tra cui la scapolo-omerale e la gleno-omerale, mentre la glenoide svolge più o meno le stesse funzioni dell’acetabolo nell’anca, motivo per cui si parla di enartrosi.
Altre articolazioni sono la sterno-claveare, l’ acromion-claveare e la scapolo-toracica. Senza il ritmo scapolo-omerale la spalla non può raggiungere le sue proprietà (ampiezza del movimento e stabilità del movimento).
La stabilizzazione passiva è data dal labbro glenoideo, una guarnizione tra glenoide e i muscoli sottospinato e sottoscapolare, mentre quella attiva dalla contrazione di muscoli e tendini.
La scapola è molto importante perché vi si attaccano gran parte dei muscoli intriseci ed estrinseci della spalla.
Il deltoide è il più importante muscolo estrinseco, perché costituito da tre tipi di fibre (posteriori, medie ed anteriori) che permette di effettuare tutti i movimenti della spalla.

Altro muscolo importante è il grande rotondo.
    
L’instabilità della spalla spesso riguarda la lussazione, che si classifica per:
• eziologia (traumatica, a-traumatica o microtraumatica)
• per grado (lussazione, sub-lussazione ed apprensione)
• per durata (acuta, recidivante, inveterata)
• per direzione (anteriore, posteriore, inferiore, superiore, multidirezionale)

Nella lussazione anteriore si ledono il labbro glenoideo e i legamenti (lesione di Bankart), formando una fossetta alla glenoide, provocando una frattura detta di Hill-Sachs, la quale può far sfociare la lussazione in recidivante.
Nell’esame clinico si effettuano dei test, tra cui quello dell’apprensione, in cui si porta posteriormente la spalla e il paziente prova dolore.
La classificazione di instabilità più frequenti avviene secondo:
• T.U.R.S (patologia traumatica di Bankart da risolvere con intervento chirurgico)
• A.M.B.R.I.I (patologia a-traumatica che si tratta con terapia conservativa)
• A.I.O.S (patologia a-traumatica da stress sportivo)
Al momento della prima lussazione va tenuto conto dell’età del soggetto, perché sotto i 20 anni è necessario l’intervento chirurgico per evitare recidive che portino ad artrosi, mentre sopra i 60 anni è importante preservare la cuffia dei rotatori, perché il rischio di rottura è molto alto. Altri casi sono la familiarità e l’intenzionalità.

L’ impingement è la patologia che porta spesso e volentieri alla lesione della cuffia dei rotatori, la quale si classifica in tre stadi:
• stadio I, con edema ed emorragia (<25 anni)
• stadio II, con fibrosi e tendinite e dolore ricorrente all’attività (25-40)
• stadio III, con rottura della cuffia dei rotatori (>40)
Secondo l’entità della lesione abbiamo lesioni complete o parziali (articolare, bursale, intratendinee).
L’ecografia in questo caso è uno strumento utile nei soggetti a bassa richiesta funzionale.
Una lesione della cuffia non trattata porta ad un innalzamento dell’omero, che porta e femoralizzazione della testa dell’omero ed acetabolarizzazione della cavità glenoidea, quindi è un’artrosi.

La spalla dell’atleta porta alla Dead Arm Syndrome, molto frequente negli sport che presentano dei lanci, in cui viene individuata un’ampia apertura dell’intervallo dei rotatori, che causa instabilità anteriore. Si può lesionare il tendine del capo lungo del bicipite e il labbro glenoideo, causando la S.L.A.P. Lesion. Essendo lesi sia i meccanismi attivi che passivi, alla lesione della cuffia si può associare una lussazione della spalla.
Tratto da DISCIPLINE DELL'APPARATO LOCOMOTORE di Vincenzo Sorgente
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