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Forme istituzionali della cura di sè



Due forme istituzionali: FORMA ELLENICA = SCUOLA. Può avere un carattere chiuso, comunitario. Vedi Pitagora ed Epicuro. Filodemo ci parla della parresia nella scuola epicurea. Ognuno doveva avere un hegemon, ma tra i 2 doveva esserci relazione d’amicizia e una certa etica della parola. Parresia = apertura del cuore. Lettera 52: ci sono 2 tipi di individui: alcuni richiedono di essere trascinati con la forza, altri si affidan bene a una guida. Ma i 2 sono uguali. La direzione di coscienza tra gli stoici è meno legata a gruppi chiusi in se stessi. Scuola di Epitteto a nicopoli: c’erano visitatori, scolari, ospiti. Diverse categorie di allievi. 26° diatriba del 2° libro: chi fa del male vuole il suo bene, ma non sa che quel che fa gli nuoce. In tale discorso epitteto introduce 2 termini: protreptikos = in grado di impartire un insegnamento protrettico = capace di orientare lo spirito n buona direzione. Elegkticos = abile nell’arte della discussione che permette di rimpiazzare errore con verità. Queste sono le 2 qualità del filosofo, le sue abilità. Modello e forma romana = incentrata sulla forma del consigliere privato. C’era a Roma un insieme di relazioni tipiche, quello della clientela = scambio asimmetrico di favori tra 2 individui di statuto sociale ineguale. Di solito è il consigliere privato a recarsi a casa di un grande uomo o un aristocratico. Il consigliere non è precettore né amico, ma è un consigliere d’esistenza, che fornisce pareri su situazioni determinate, ha conoscenze teoriche e sa fare scelte politiche. Man mano che si sviluppa il personaggio del filosofo, questi si immischia sempre più in ciò che consiglia. Un po’ alla volta si attenua la funzione filosofica, ed egli diviene una sorta di consigliere d’esistenza fornendo consigli ed integrandosi al modo d’essere quotidiano.

Tratto da ERMENEUTICA DEL SOGGETTO di Dario Gemini
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