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Meditare sulla morte



La meditazione sulla morte si trova già in Platone e nei pitagorici. La morte è un evento necessario. E può sempre sopraggiungere. Per gli stoici la forma privilegiata di tale meditazione è l’esercizio in cui si considera la morte già presente, e che si sta vivendo il proprio ultimo giorno. Lettera 12: vivi un giorno come un vita. La meditazione sulla morte consente di percepirci in 2 modi: a)adottando una visione dall’alto e istantanea sul presente, immobilizzando la vita in un'istantanea; così’ che le cose appaiano nel loro reale valore: in quale sublime attività vogliamo la morte ci sorprenda? Mettersi sempre nella situazione migliore per morire. b) la morte consente anche uno sguardo retrospettivo sull’insieme della vita, dal quale appaia il valore di tale vita. La morte non coincide con il pensiero relativo all’avvenire. L’esercizio della morte consente di cogliere il valore del presente. E c’è anche un elemento di valorizzazione del passato.

Tratto da ERMENEUTICA DEL SOGGETTO di Dario Gemini
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