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Precetti di Marco Aurelio per la cura di sè



Quindi abbiamp visto che il precetto del volgersi a se stessi non dà luogo, nel contesto del tema della conversione a sé, ad una svalutazione del sapere sul mondo. PRATICAMENTE VOLGERSI A SE’ non SIGNIFICA ABBANDONARE IL MONDO. E neppure dà origine a una conoscenza di sé intesa come decifrazione dell’interiorità. Vediamo cosa accade nei Pensieri di Marco Aurelio. Si cerca qui di definire un movimento del soggetto che, a partire dal punto in cui è collocato nel mondo, si immerge in questo mondo rivolgendo il suo sguardo anche ai minimi dettagli. Ciò che rende grande la nostra anima è identificare tutti gli oggetti che ci si presentano nella vita, capire a cosa sono utili e come si relazionano all’uomo, come ce ne formiamo immagini e come queste sono composte, quali virtù ci serviranno nel rapporto con essi. Per precetto il termine usato è parastèma, che indica qualcosa da tener presente. Marco Aurelio ha formulato 3 precetti o parastemata: - considerare cosa è bene per il soggetto (definizione di bene), - sapere che siamo liberi di opinare come vogliamo (definizione di libertà) – la sola istanza di realtà è l’istante (definizione del reale). Questi eran principi. Ora sviluppa lo schema di un esercizio spirituale. Si comincia dal descrivere e definire l’oggetto la cui immagine si presenta al nostro spirito. Si usa qui l’espressione poieisthai horon, tracciare la frontiera, porre una definizione, ovvero fissare il valore di qualcosa. Horos = definizione. Hupographè = descrizione. Qui ci si chiede: di cosa si dovrà fornire descrizione e definizione? Di tutto ciò che si presenta allo spirito. Nell’antichità è molto forte questa cosa che bisogna intervenire nel flusso della rappresentazione, dirigendovi un' attenzione volontaria. Questo è libero movimento della rappresentazione e lavoro su tale movimento. Il metodo intellettuale (oggi?) invece è dotarsi di una definizione volontaria della legge di successione delle rappresentazioni ed ammetterle nello spirito solo se han un legame forte, logico, questo è Descartes.

Tratto da ERMENEUTICA DEL SOGGETTO di Dario Gemini
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