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"Cogito ergo sum" di Cartesio



Dopo avere revocato in dubbio ogni certezza, la filosofia di Cartesio muove da un urico principio, la proposizione "penso, dunque sono" o, -nella forma latina cogito ergo sum - dalla quale derivano due conseguenze fondamentali: che l'io esiste come pura mente o coscienza - della quale non sappiamo se sia unita a un corpo- e che tutto ciò che concepiamo chiaramente e distintamente è vero. Da questi due principi la metafisica di Cartesio procede a ricostruire il quadro della realtà; la certezza della nostra esistenza, insieme all'idea chiara e distinta di Dio quale nostro autore e garante della verità della nostra conoscenza, ci conducono, secondo il filosofo francese, ad affermare la realtà di un mondo pensato secondo il concetto puramente geometrico-meccanico di estensione. o materia. La filosofia cartesiana, dunque, pur avendo altri motivi di ispirazione, privilegia un interesse di tipo scientifico e individua il punto focale della sua speculazione nel nesso che lega la fisica alla metafisica. Sia Cartesio che Galilei concordano nel criticare la fisica aristotelico-scolastica e nell'assumere la matematica come strumento più idoneo a penetrare la struttura del mondo.
Tratto da FILOSOFI DELL'ETÀ MODERNA di Carlo Cilia
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