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Esistenza e perfezione di Dio



Ma chi ha messo queste idee in me? Queste idee, sono idee la cui grandezza, supera la mia perfezione, poiché l'imperfetto non può creare il perfetto, queste idee sono create da Dio, e quindi l'idea stessa di Dio, a priori e in me (prima prova). Vediamo se io stesso che ho l'idea di Dio, potrei esistere, se Dio non esistesse. Da chi avrei l'essere? Da me stesso? Ma se il soggetto fosse autore del suo essere, non dubiterebbe, sarebbe Dio (seconda dimostrazione dell'esistenza di Dio). La terza prova dell'esistenza di Dio, che costituisce l'argomento principale della quinta meditazione, è un argomento a priori. L'esistenza è una perfezione, ora Dio ha tutte le perfezioni, dunque Dio esiste. L'esistenza di Dio fonda il criterio di verità nel senso che fornisce la garanzia morale (non può volermi ingannare) che la memoria non mi confonde, quando la applico nella dimostrazione di problemi complessi e difficili. Dall'approfondimento di queste verità eterne io posso ricavare tutte le verità. Tutti siamo dotati di lume, naturale (ragione) in misura ottima, il quale se rettamente utilizzato ci conduce alle scoperte i tutte le verità. Cartesio in questa fase ha già scoperto che esiste e che esiste anche Dio, manca ancora l'esistenza del mondo esterno e in primis del suo corpo. Dopo, dunque, aver dimostrato che esiste il mondo dello spirito, devo dimostrare che esiste il corpo della materia, e a ciò serve a aver dimostrato l'esistenza di Dio. Infatti, quest'ultimo rappresenta il garante, e grazie a lui io ho la garanzia che quello che vedo è vero. Il mondo esterno esiste come realtà materiale, distaccata dalla realtà spirituale.
Tratto da FILOSOFI DELL'ETÀ MODERNA di Carlo Cilia
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