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Metodo cartesiano. Intuito e deduzione



Metodo: il metodo cartesiano è già definito sin dalle Regular ad directionem ingenii. Per metodo intendo delle regole certe e facili, osservando le quali esattamente, nessuno darà mai per vero ciò che è falso. Nel Discorso queste regole sono ridotte a quattro:
dell’evidenza => accogliere solo ciò che è chiaro e distinto
l’analisi => bisognerà dividere i problemi nei loro elementi più semplici
la sintesi => permette di risalire dagli oggetti più semplici a quelli più complessi
le enumerazioni => permettono di verificare se non si è dimenticato nulla
Cartesio poi afferma che gli strumenti per giungere a conoscenza certa sono l’intuito e la deduzione:
intuito ha per oggetto le conoscenze immediatamente evidenti alla ragione riguarda cioè le cose semplici (l’estensione, la figura, il movimento, l’esistenza, il dubbio). Esso coincide in termini di processo conoscitivo all’analisi che è in grado di cogliere le singole verità
deduzione concerne invece la congiunzione necessaria tra cose semplici per giungere a cose composte, cioè consente di passare da verità immediatamente evidenti, a verità ostruite attraverso la ragione. La deduzione allora procede discorsivamente e coincide con la sintesi che dall’unione di concetti semplici fa scaturire concetti più complessi.
Questi due strumenti sono in grado di costituire non solo la base della matematica, ma della scienza tutta che viene chiamata da Cartesio mathesis universalis ossia scienza dell’ordine e della misura.
Tratto da FILOSOFI DELL'ETÀ MODERNA di Carlo Cilia
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