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Il quadro comunitario per i trasporti

Il quadro comunitario per i trasporti 


QUADRO COMUNITARIO. La pianificazione trasportistica si fonda su un insieme coordinato di normative e linee di indirizzi programmatici strutturate su tre livelli: comunitario, nazionale e regionale. In merito al livello comunitario, una politica europea di programmazione dei trasporti è stata attuata in termini operativi solo a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta, in seguito al Trattato di Maastricht del 1992. Solo con Maastricht, che istituirà la UE, si inizierà il consolidamento di importanti processi di riforma comunitaria avviati nei decenni precedenti.
Il Titolo XII del Trattato assegna alla UE l'incarico di promuovere e sostenere economicamente lo sviluppo delle Trans European Transport Network dette TEN – T, in un programma strategico di integrazione tra i paesi europei che preveda la riduzione della perifericità territoriale attraverso la connessione di diverse modalità di trasporto in uno spazio privo di frontiere interne. Successivamente è stato pubblicato il Libro Bianco, un documento che ha solo carattere orientativo e non normativo, tramite il quale la UE valuta i risultati raggiunti in un determinato settore ed indica gli obiettivi da conseguire attraverso proposte di azioni e provvedimenti finalizzati allo sviluppo europeo in quel determinato settore. Una parte di questo libro del 2001 interessava lo sviluppo futuro della politica comune dei trasporti che indicava quattro obiettivi prioritari da seguire:
- Riequilibrare i modi di trasporto. 
- Eliminare le strozzature dedicando corridoi multimodali alle merci. 
- Porre gli utenti al centro della politica dei trasporti intervenendo sulla sicurezza stradale. 
- Controllare la mondializzazione dei trasporti con una programmazione delle infrastrutture proiettata verso l'allargamento dell'Unione.
Nel 2003 viene presentato alla Commissione Europea il rapporto Van Miert che proponeva un aggiornamento dell'elenco dei progetti e degli assi prioritari della rete trans – europea dei trasporti, portando a 30 il numero degli interventi nel 2005. In questo rapporto le reti TEN – T vengono rivisitate e tra i progetti prioritari viene inserito anche il prolungamento del corridoio ferroviario 1 Berlino – Napoli fino a Palermo, includendo il ponte sullo Stretto.
Sempre in questa fase prendono ufficialmente il via le autostrade del mare. Due sono le tratte che interessano l'Italia: quella dell'Europa Sud – Est dall'Adriatico e dallo Ionio fino a Cipro e quella dell'Europa Sud – Ovest che dalla Spagna alla Francia arriva a Malta, creando un baricentro in Sicilia. Viene anche data più attenzione ai vantaggi economici del trasporto marittimo a corto raggio, integrando i trasporti con navi ro – ro e multipurpose.
Il vero salto di qualità però consiste nel conferimento di maggiore priorità al sostegno all'avviamento di nuovi servizi su proposta dei soggetti del mercato della logistica, in quanto le iniziative private vengono ritenute più redditizie commercialmente anche quando non sono innovative dal punto di vista tecnologico.
Citiamo poi il programma Marco Polo che è un programma complementare al TEN – T dal quale differisce perché MP è indirizzato allo sviluppo di reti immateriali, di servizi, mente TEN – T allo sviluppo di reti materiali, di infrastrutture. Nel 2000 il Consiglio Europeo di Lisbona ha individuato quale fondamento della strategia di sviluppo della UE, la costruzione della più avanzata società basata sulla conoscenza, affidando ai paesi membri il compito di attuarla entro il 2010. Anche l'Italia ha presentato il suo Piano d'Attuazione, che in merito ai trasporti si dividono in:
- Realizzazione delle reti TEN – T in Italia con i corridoi ferroviari 1 (Berlino – PA) e 5 (Lisbona – Budapest) e quello dei due mari Genova – Rotterdam.
- Autostrade del mare e relative incentivazione armatoriali e portuali. 
- Azioni aventi come obiettivo la logistica nel Mezzogiorno con cluster portuali.
Infine il Quadro Strategico Nazionale (QSN) 2007 – 2013 ha dato massima priorità all'accelerazione di un sistema di trasporto efficiente, integrato, flessibile, sicuro e sostenibile che assicuri servizi logistici e di trasporto funzionali allo sviluppo. Un obiettivo che si declina in tre sotto obiettivi specifici.
-  Realizzazione di un sistema logistico nazionale che supporti la costruzione di una rete nazionale di terminali di trasporto e di logistica integrata, interconnessa, omogenea e sicura.
- Promozione di una mobilità urbana sostenibile e della logistica urbana. 3. Favoreggiamento della connessione delle aree produttive e dei sistemi urbani alle reti principali al fine di facilitare le sinergie tra i territori e i nodi logistici, nonché l'accessibilità
delle aree periferiche.
Tratto da GEOGRAFIA di Gherardo Fabretti
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