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La teoria generale del contratto nel sistema attuale delle fonti


In ogni settore di disciplina dell’atto di autonomia, dalla formazione all’efficacia, dalla validità ai rimedi, emerge l’esigenza di un ordine.
Non fosse altro perché l’evoluzione tumultuosa di questi anni impone di riformulare il rapporto tra i sistemi di base delle relazioni fra privati (la comunicazione, il linguaggio, le azioni) con il diritto.
Tale sistemazione evoca la necessità di principi, di regole generali.

Il dialogo con le altre scienze

L’esigenza di una grande cornice di principi implica una riflessione sulle fonti di produzione, ma anche sull’essenza del contratto oggetto di tale generalizzazione.
Per la buona teoria generale occorre superare l’alternativa tra natura e storia prestando attenzione al contratto, come entità sociale che ha una sua oggettività rispetto alla legge e alla natura delle cose.
Il contratto come atto sociale che deve essere valutato e disciplinato in base alle necessità e alle percezioni del tempo.
Da qui la necessità di un dialogo forte con le altre scienze: la filosofia politica, la antropologia, l’etologia, le teorie economiche.

Tratto da DISCIPLINA GIURIDICA DEI CONTRATTI di Stefano Civitelli
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