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L'affinità tra letteratura e arti visive secondo Ciampoli

In due saggi, La natura nelle opere di G. Leopardi (1889) e Il paesaggio nelle opere di G. Carducci (1898) Ciampoli precisa le fonti letterarie delle proprie pitture. I modelli sono Foscolo, Leopardi (il preferito, "si avvicina alla natura con anima trepidante") e Carducci, "poeta con gli occhi di pittore".

La consapevolezza dell'affinità tra letteratura e arti visive è presente negli scapigliati come in Ciampoli, e tale connessione si consolida quando entra nella Rivista minima: in essa pubblica due racconti, nel 1879, Orso e Storiella azzurra. Le tele degli scapigliati erano certamente familiari a Ciampoli, frequentatore di studi artistici e mostre, legato da amicizie a pittori e scultori di fama.

Nelle raccolte di novelle Tra le selve (1890) o nei romanzi Diana e Roccamarina, l'autore trasferisce in sede narrativa le variazioni luminose che l'occhio coglie negli scenari naturali.

Tratto da INTRODUZIONE A DOMENICO CIAMPOLI di Domenico Valenza
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