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Neofemminismo in Italia. Sottosopra, Effe e liberazione sessuale


Contemporaneamente, anche all’ interno dei partiti, molte attiviste mettono in discussione la logica maschilista che domina i partiti, caratterizzata da spirito gerarchico e da desiderio di potere;molte donne escono dai partiti e fondano movimenti autonomi o praticano la cosiddetta doppia militanza, quella del movimento e quella del partito, non senza contraddizioni anche laceranti.
 Disegnare una mappa del neo femminismo è quasi impossibile. Tuttavia si possono cogliere alcuni caratteri generali:
Il neofemminismo si compone di una gran quantità di piccoli gruppi, movimenti, gruppuscoli, spesso raccolti intorno a riviste ( fra queste ricordiamo Sottosopra e Effe; quest’ ultima, sorta nel 1973,è forse la rivista più importante del neofemminismo; ad essa collaborano scrittrici come Camilla Cederna, Dacia Maraini, Elena Gianini Bellotti, Oriana Fallaci, Ida Magli, Armanda Guiducci e moltissime altre)
Il neofemminismo critica il femminismo storico, basato sul concetto di emancipazione della donna  e rivendica invece la LIBERAZIONE della donna. Liberazione della donna è un concetto complesso e non sempre chiaro, ma in sostanza significa che le donne non devono seguire i modelli maschili, fondati sulla competizione e sulla prevaricazione, ma devono riscoprire “ il femminile “ della vita, le pulsioni profonde, l’ inconscio, i sentimenti, la solidarietà fra donne.
Nascono i gruppi di autocoscienza in cui le donne si confrontano fra loro; nascono i centri di accoglienza per donne in situazioni di crisi
fondamentale nel neofemminismo è il tema della liberazione sessuale intesa come riappropriazione del proprio corpo e controllo della riproduzione. Si lotta per liberalizzare l’ uso dei contraccettivi, per legalizzare l’ aborto; si lotta contro la mercificazione del corpo femminile, spesso trasformato sui media in oggetto di consumo. Il neo femminismo, pur con tante contraddizioni, è stato un tentativo importante di cambiare la mentalità  delle donne e degli uomini, è stato cioè una rivoluzione culturale.
Da un punto di vista politico, i vari movimenti femministi hanno trovato una sostanziale unità  fra loro e con i partiti tradizionali dai quali in molti casi si erano staccati, in occasione di tre importanti leggi di riforma dell’ ordinamento legislativo italiano,   il nuovo Diritto di Famiglia (1975),  Il  Divorzio (1970; referendum abrogativo fallito nel 1974), L’ Aborto legale ( 1978, referendum abrogativo fallito nel 1981)

Tratto da LA QUESTIONE FEMMINILE IN ITALIA di Loredana Rossi
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