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La letteratura comparata in Italia

In Italia la letteratura comparata si diffonde già nell'era del Positivismo, con studiosi come Arturo Graf. Una cattedra fu istituita nel 1861 e ricoperta da De Santis (1871-1875). L'antipositivismo crociano ha sentenziato la sua condanna e l'eliminazione dal curriculum. Croce aveva ragione quando ne denunciava le debolezze metodologiche, ed era votata a un vago universalismo letterario.

Praz è un'eccezione rispetto alla condanna. Ricostruendo la sensibilità del decadentismo attraverso l'esame di tre letterature (francese, inglese e italiana), evita uno studio meccanico di fonti e influenze. Il comparatista non deve fermarsi alla scoperta di elementi comuni a letterature diverse, ma capire come ciò che è comune a un continente assuma aspetti diversi nei contesti nazionali.

D'altra parte, Croce stesso può definirsi un comparatista. Ceserani nota che fu non solo conoscitore delle letterature tedesca, francese e inglese, e traduttore di Goethe, ma anche della cultura spagnola e cronista della sua presenza in Italia. Alla fine del '900, tra i più attivi studiosi vi è Remo Ceserani, presidente dell'Associazione per gli studi di teoria e storia comparata della letteratura.

Tratto da LETTERATURA COMPARATA di Domenico Valenza
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