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Teorie moderne della ricezione

Il francese Escarpit ha studiato la ricezione da un punto di vista materiale, ponendola in rapporto  con la produzione editoriale. In questa prospettiva socio-economica la lettura coincide con il consumo. L'indagine statistica, se da una parte consente di sapere cosa si legge, dall'altra, dà per scontata la corrispondenza tra consumo e ricezione, e considera l'oggetto libro e il testo la stessa cosa.
L'indagine statistica va dunque supportata da una sociologia della lettura, che consenta di sapere  chi è il lettore di un certo testo. Letteratura, cultura popolare e società (1961) di Lowental studia ciò che la letteratura provoca sulla gente, una ricerca che procede per testimonianze sul campo.

La scuola di Costanza (Jauss e Iser), Fish, Eco. In Che significa e a che scopo si studia la letteratura? (1967) Jauss studia la letteratura in base agli effetti che i testi esercitano sui lettori. La lettura di un testo è preceduta da delle informazioni (commerciali, irrazionali) che predispongono il lettore a una certa ricezione. L'orizzonte d'attesa è così dato dal sistema socioculturale del testo.

Per Iser il testo è indeterminato, il lettore lo completa risolvendo l'indeterminatezza, attirandolo nel proprio ambito esperienziale, e finendo per produrre il testo. Più radicale l'americano Fish, inventore del reader-response criticism, testo che non si dà prima che sia il lettore a comporlo.

Al radicalismo di Fish si oppone Umberto Eco in Lector in Fabula e Limiti dell'interpretazione: occorre ammettere la presenza di un lettore modello che guidi la lettura, aiutando il lettore reale a riempire le lacune del discorso e far parlare i silenzi. Quel lettore modello è un'astrazione semiotica, un paradigma educativo che salva il lettore/interprete dalla deriva e dal vuoto.

Tratto da LETTERATURA COMPARATA di Domenico Valenza
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