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Conclusione dell'Assenza di Gozzano

Conclusione dell'Assenza di Gozzano


L'assenza tende a colmarsi nella ripetizione dell'identico, in quanto la ri – petizione è domanda reiterata che chiede la ri – presa, la ri – congiunzione. Ma la ripetizione, annullando il movimento, tende a significare anche l'assenza della vita. Alla fine, l'assente del bacio forse non tornerà, forse è “quella che non venne” e alla quale dovevano essere dedicati I canti dell'attesa. La fine dell'assenza si ha forse con l'assenza senza fine della morte.
Ma infine, nel libro dei Colloqui, all'Assenza segue il Convito d'amore, in cui il poeta liberamente reincontra nello specchio del suo io narcisistico tutte le donne che si sono per sempre allontanate dalla sua vita. E poi, la stesa poesia dell'assenza comporta sempre, anche grazie ai processi della negazione freudiana, insieme col sentimento della mancanza, una forte presenza interna del fantasma dell'assente, non importa se nella doppia valenza di oggetto buono e cattivo. E se la riparazione magica è necessariamente imperfetta, imperfetta non è la poesia che, attività riparativa per eccellenza, è sempre una sfida all'assenza. Esiste un inconscio del testo? E che significa dinamica del testo? In fondo questa seconda domanda presuppone una risposta positiva alla prima, se, com'è giusto, il sostantivo dinamica va inteso nel senso che il corrispondente aggettivo assume in psicanalisi per designare una visione dei fatti psichici caratterizzati da un conflitto di forze (soprattutto inconsce) che provocano trasformazioni di contenuti, pensieri, immagini. Nel corso di questa analisi si cercherà di dimostrare come la storia dell'opera sia stata segnata centralmente da un'operazione di rimozione dell'io che sentita inaccettabile (in quanto rappresentazione di un desiderio proibito) la rappresentazione in chiaro della madre, ne cancella la presenza dalle redazioni a stampa. Il risultato di questa compressione condotta sul fantasma materno, implicato a una fondamentale struttura libidica di tipo orale, è che l'affetto a quello connesso non è stato cancellato, ma si è semplicemente sposotato sulle nuove immagini, che si precisano, grazie alle reti linguistiche e alle trafile metaforiche che abbiamo creduto di potere individuare stando ai dati del testo, come derivati dalla rappresentazione rimossa.  È proprio del carattere dinamico delle formazioni di compromesso (farfalla, geranio, luna, martin pescatore) che esse siano sostenute da due lati a un tempo, e cioè dalla parte del desiderio e dalla parte dell'istanza rimovente, l'io che si difende da un affetto spiacevole. L'esito di tutto ciò, l'abbiamo visto, è che le nuove rappresentazioni, senza il lavoro dell'interpretazione, sono irriconoscibili come sostituti dell'immagine materna su base simbolica e metonimica. Dinamica è allora la ricerca delle forze che regolano le trasformazioni del testo, cioè la messa a nudo dei rapporti tra le diverse istanze che lo costituiscono.

Tratto da LETTERATURA MODERNA E CONTEMPORANEA di Gherardo Fabretti
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