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Huxley e le degenerazioni della società moderna


Questo contrasto tra felicità e libertà torna in Huxley dove, addirittura, Mustapha Mond, il Governatore Mondiale, sembra molto simile al Grande Inquisitore. Una conferma a posteriori ci viene dallo stesso Huxley che nell'ultimo capitolo di Mondo Nuovo fa un esplicito riferimento dostoesvskijano e in modo specifico alla leggenda del Grande Inquisitore. Dialettica e opposizione tra felicità e libertà sono al centro del romanzo di Huxley e ne costituiscono il fondamento ideale. Nel Mondo Nuovo, pieno di agi e di piaceri, manca la libertà e i valori più squisitamente umani. Non è una assenza casuale e indipendente dal contesto, anzi. Oltre ad essere implicita e sottesa a tutta la descrizione del rigido sistema di condizionamento e di predestinazione che regola e fonda questa società e che impedisce e sopprime all'origine, preventivamente, la possibilità stessa di qualsiasi libertà, essa viene rilevata in affermazioni retrospettive come quelle sul fu liberalismo e il fu Parlamento. Il tono ironico e sarcastico rivela l'essenza illiberale e liberticida di questa società e del fatto che l'assenza di libertà e un elemento costitutivo e basilare del sistema. Un sistema che viene a volte apertamente denunciato, ad esempio per bocca del Selvaggio, che nella sua irruenza e nella sua violenza, come nella sua infelicità, denuncia la sua positiva diversità, specie nel suo dialogo finale con Mustapha Mond. L'inno finale del Selvaggio alla libertà è il manifesto della scomparsa non tanto di una libertà politica (che è preponderante in Zamjàtin e Orwell) quanto di una libertà spirituale, di matrice umanistica.

Huxley denuncia comunque le degenerazioni della civiltà moderna e segnatamente le aberrazioni ed i guasti provocati ed indotti dal capitalismo e dall'industrialismo spinto, facendo notare ad esempio la pratica aberrante dell'ipnopedia. Huxley tradisce sicuramente una mentalità liberale – borghese e il suo ideale è certamente conservatore ma non crea un opera dal finale reazionario come vorrebbe Adorno, dato che molti dei mali denunciati da Huxley sono gli stessi denunciati da Marx ed Engels. Le critiche da sinistra che sono state rivoltegli partono dal presupposto che egli sia contro il progresso e che operi una smaccata laudatio temporis acti, ma in realtà ciò che Huxley denuncia è la deviazione malata del progresso che finisce per essere controproducente.

Tratto da LETTERATURE COMPARATE di Gherardo Fabretti
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