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Le opere filosofiche di Seneca


DE IRA tratta la natura delle passioni e in particolare dell’ira. Dimostra che essa può essere controllata e discute i mezzi con i quali dominarla. In particolare si sofferma sulla necessità dell’esame di coscienza utile a esercitare il continuo dialogo con se stesso ed a trasferire in esperienza vissuta i principi astratti delle scuola filosofiche. La sapienza è una pratica quotidiana che si accresce e si arricchisce con l’esperienza.
DE BREVITATE VITA ha per tema il valore del tempo e la necessità di farne un uso saggio e parsimonioso per migliorare se stessi piuttosto che per assecondare i propri vizi.
DE TRANQUILLITATE ANIMI riflette sulla scelta tra otium e vita politica. Seneca, lanciatissimo nella vita politica del tempo, propone un compromesso: l’uomo deve avere un comportamento flessibile rapportato alle condizioni politiche. Se la sorte ti ha assegnato un ruolo politico di primo piano esso deve essere accettato. Al contrario, se si viene allontanati da posizioni di prestigio, bisogna comunque fare opera di sostegno con i mezzi di cui si dispone mescolando l’otium all’occupazione politica. In pratica è necessario sfuggire sia all’ozio impenitente sia alla tumultuosa vita cittadina cercando di giovare agli altri con l’impegno pubblico o almeno con il buon esempio.  
DE CONSTANTIA SAPIENTIS riflette sulla imperturbabilità del saggio stoico che resiste alle ingiurie e alle avversità forte della sua fermezza interiore.

Le opere filosofiche del secondo periodo.

Alla seconda fase appartengono:

DE VITA BEATA si discute la natura della felicità e il modo di conseguirla. La risposta Seneca la offre attraverso la dottrina stoica che indica nel vivere virtuosamente e secondo natura la strada verso la felicità. Tuttavia si riconosce che hanno valore anche altre cose come la salute e la ricchezza. Tutto sta nell’usufruirne senza farsene invischiare. In questa opera si è voluto vedere un tentativo sottile di Seneca di liberarsi dalle accuse di corruzione e di accumulo di ricchezze che tanto stridevano con la sua dottrina filosofica.
DE OTIO Seneca fa una scelta di campo: abbandonare il negotium per dedicarsi esclusivamente all’otium. Siamo nella fase in cui Seneca abbandona Nerone, ormai scarsamente influenzato dal filosofo, per ritirarsi a vita privata.
DE PROVIDENTIA composto poco prima della more di Seneca ci si interroga sul ruolo del male nel mondo. Perché il male colpisce i buoni e gli onesti? Forse che la divinità non si cura delle faccende umane? Seneca smentisce questa affermazione affermando che il male visita gli uomini giusti per temprare il loro animo: l’uomo stoico sopporta e rielabora il male in nome di un fine compiuto più alto voluto dal logos. Se la sventura diventa insopportabile è ammessa la pratica del suicidio (come accadrà poco dopo a Seneca).

Tratto da LINGUA E LETTERATURA LATINA di Gherardo Fabretti
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PAROLE CHIAVE:

Seneca