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Le Relazioni Umane


La sociologia degli anni ’20-’30, in America, ha come principale oggetto d’indagine la produttività del lavoratore e la sua felicità che sono ritenute strettamente correlate con le condizioni dell’ambiente di lavoro. Elton Mayo dopo delle indagini sottolinea l’importanza dei fattori sociologici e psicologici nella produttività degli operai. Egli scopre che gli operai che lavorano in fabbrica non sono dei puri e semplici individui, ma determinano un gruppo. All’interno di questo, si creano rapporti e abitudini al di fuori dei regolamenti formali e si costituisce una complessa organizzazione sociale. Il gruppo che si viene a formare, il cosiddetto “gruppo informale” viene a determinare delle norme che hanno una forza vincolante, che dipende dalla capacità di controllo sui singoli membri del gruppo. (es. obblighi reciproci di aiuto e assistenza anche quando esistono regolamenti formali che lo proibiscono). Questi possono scavalcare le norme dettate dalla direzione e fissare anche i livelli di produzione. Merito principale di Mayo è quindi la scoperta della rilevanza di questa organizzazione non prevista dalla direzione dell’azienda e il riconoscimento negli operai di motivazioni non esclusivamente di carattere economico nei confronti del lavoro. La misurazione dei tempi e dei metodi, cara al Taylorismo mostra la sua insufficienza: Mayo ridà valore alla stima e al rispetto di cui l’operaio non deve fare a meno, per cui viene auspicata l’adozione di un nuovo spirito di cooperazione e di partecipazione dei lavoratori alle decisioni dei dirigenti.

I principi formulati dalla scuola delle relazioni umane possono essere così riassunti:
a) Tra gli operai ed i lavoratori di solito si determinano relazioni informali, oltre a quelle previste dalla struttura formale. Si costituiscono così dei gruppi la cui esistenza fa sì che i lavoratori agiscano, più che come singoli individui, come membri del gruppo.
b) la sicurezza di un’atmosfera piacevole durante il lavoro è una delle principali aspirazioni verso cui tende il lavoratore, più dei miglioramenti di ordine economico. La produzione viene determinata non dagli operai in quanto lavoratori dotati di capacità fisiologiche, ma piuttosto da norme che scaturiscono dalla vita sociale.
c) il lavoratore, per un miglior rendimento deve sentirsi corresponsabilizzato e sentirsi utile.
Per quanto riguarda il dirigente, la scuola delle Relazioni Umane prevede 4 maniere di svolgere le funzioni dirigenziali:
- to tell (dire): cioè comunicare le proprie direttive;
- to sell (vendere): cioè comunicare e chiarire le proprie idee;
- to consult (consultare): invitare gli altri ad esprimere il proprio parere ed accettare eventualmente quelli validi;
- to join (unirsi): essere sullo stesso piano degli altri e decidere per votazione.
Saranno il caso particolare e le circostanze che suggeriranno al dirigente la maniera migliore di prendere decisioni (es. personalità del dirigente, il problema particolare su cui decidere, il tempo di cui si può disporre, le caratteristiche dei componenti del gruppo, etc).
C.I Barnard sottolinea che è anche essenziale per l’organizzazione dell’azienda curare le comunicazioni organizzative, per cui viene suggerito, ad esempio, la formulazione di organigrammi, come pure la ricerca del “posto giusto per l’uomo giusto”.
Tratto da MANUALE DI SOCIOLOGIA di Alessia Chiovaro
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