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Lo sviluppo sostenibile e la città


Per sviluppo sostenibile si intende uno sviluppo stabile, duraturo, capace di futuro. Possiamo intendere il termine sostenibile come continuazione senza diminuzione.
Se citiamo il rapporto delle Nazioni Unite, per sviluppo sostenibile si indica una modalità dello sviluppo economico mondiale in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri. Evidenziamo come nelle diverse definizioni di sviluppo sostenibile si riscontrino tre concetti chiave integrati tra loro:
1) Ambiente. Lo sviluppo sostenibile implica un’enfasi sostanzialmente elevato sul valore degli ambienti naturali, artificiali e culturali
2) Futuro. sia a breve termine (5-10 anni) sia per il futuro più a lungo termine che sarà ereditato dalle generazioni future.
3) Equità. provvedere ai bisogni dei meno avvantaggiati nella società (equità intragenerazionale) e su un trattamento equo delle generazioni future (equità intergenerazionale).
Una città non è un ambiente sostenibile quando funzionando consuma risorse, genera rifiuti e modifica la qualità sociale e estetica dell’ambiente.
Lo sviluppo sostenibile può essere inteso come l’assunzione di una nuova etica sociale, che pone al centro dello sviluppo il destino dell’uomo nel suo rapporto con la società e con la natura e che propone l’affermazione dei valori comunitari, la cooperazione, i valori ecologici, rispetto per le future generazioni, coevoluzione con le altre specie e l’ambiente.
L’assunzione di questa nuova etica impone di conseguenza, nuovi modelli economici, produttivi, sociali, culturali: piccolo contro grande, sviluppo contro crescita, qualità contro quantità, buon senso contro mode di pensiero, risparmio contro consumo, riuso contro nuovo, cooperazione contro competizione. L’acquisizione di questa nuova etica non può scaturire da astratte e moralistiche considerazioni di principio (troppo spesso caratterizzanti l’atteggiamento dei movimenti ambientalisti) ma dall’urgenza posta dalla questione ambientale.
La città del futuro sembra che debba esaltare e valorizzare le differenti comunità urbane; deve essere multi etnica e multi razziale, città dei bambini, delle donne, degli abitanti, città dei pedoni e non delle macchine, città della sicurezza, della comunicazione, dell’invenzione e della creatività, dell’autonomia e dell’autodeterminazione, multicentrica, ecologica.
Il tema delle città e dello sviluppo sostenibile è strettamente legato a quello del sistema industriale. Un’accusa rivolta troppo spesso a questo sistema è quella di immettere troppa energia nell’ambiente; è accusato di essere estraneo alla natura perché appare interessato essenzialmente ai processi di ottimizzazione e rivolto a una più efficace allocazione e gestione delle risorse.
Per una comprensione dello sviluppo sostenibile occorre però prendere in considerazione non solamente la sfera economica ma in modo simultaneo diverse altre dimensioni:
a) sostenibilità sociale. rivolta alla riduzione del divario negli standard di vita tra ricchi e poveri.
b) sostenibilità ecologica. caratterizzata dalla limitazione del consumo delle risorse, dalla riduzione del volume dei rifiuti e degli inquinanti, dall’intensificazione della ricerca tecnologica, dalla definizione delle regole per un’adeguata protezione ambientale, dall’autolimitazione dei consumi.
c) La sostenibilità spaziale o geografica diretta ad ottenere una configurazione urbana/rurale più bilanciata ed una migliore distribuzione territoriale  degli insediamenti umani e delle attività economiche.
d) la sostenibilità culturale. dovuti alla richiesta pressante delle comunità locali di rispetto per le proprie differenze socioculturali.
Le diverse dimensioni di sviluppo sostenibile non possono fare a meno di realizzarsi, pena la sua invalidità, su di un ambito internazionale, che coinvolga tutti i paesi del mondo.
Alcuni economisti sostengono che a certe condizioni è il mercato che porta alla sostenibilità; se infatti ci fosse un uso troppo intenso di una risorsa esauribile, la sua scarsità relativa farebbe aumentare il prezzo e questo porterebbe a una riduzione della domanda, riequilibrando il sistema. Altri, più prudentemente ritengono necessario integrare l’azione del mercato con qualche forma di indirizzo pubblico perché il sistema dei diritti di proprietà sui beni ambientali non ne garantisce la loro conservazione.
Tratto da MANUALE DI SOCIOLOGIA di Alessia Chiovaro
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