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Comportamenti di imitazione e di utilizzazione di Lhermitte

COMPORTAMENTI DI IMITAZIONE E DI UTILIZZAZIONE DI LHERMITTE


Nel 1986 Lhermitte individuò 2 tipi di comportamento patologico riconducibili a lesioni o danni frontali a livello delle aree prefrontali inferiori.
Tali comportamenti furono raccontati nella sindrome da dipendenza ambientale, alla cui base vi era un eccessivo controllo del comportamento da parti di stimoli esterni che riducevano drasticamente l’autonomia comportamentale. Ciò avveniva (e avviene) in accordo con alcuni aspetti proprio della sindrome del lobo frontale come concretezza, ecoprassia (gesti ripetitivi nei confronti di gesti osservati), comportamento dipendente dallo stimolo, deficit di inibizione e spiccata incapacità nel cogliere il modo giusto ed il contrasto.  

Lhermitte individuò due tipi di comportamenti:

1- di imitazione: straordinaria tendenza ad imitare i gesti ed i comportamenti  dell’esaminatore anche in assenza di istruzioni a fare ciò ed anche quando tale imitazione avrebbe potuto comportare un certo imbarazzo; ciò è spiegato dai pazienti dicendo di aver pensato di dover imitare l’esaminatore;

2- di utilizzazione: la semplice vista di un oggetto stimola nel paziente un atto compulsivo ad usarlo, sebbene al paziente non fosse stato chiesto di farlo ed il contesto fosse del tutto inappropriato. Ad esempio, una casalinga alla vista di un abbassalingua procedette compulsivamente ad usarlo per visitare la bocca del professor Lhermitte. Già  anni prima Denny-Brown aveva descritto con il nome di aprassia magnetica l’atto compulsivo di afferrare un oggetto presentato.

In realtà gia Calvino descrisse Gurdulù come un umano che camminava in mezzo alle anatre imitandole e conversando con loro dicendo “qua qua”. Nel film Zelig di W. Allen il protagonista si trasformava anche fisicamente nei suoi interlocutori imitandone mestieri e competenze (trasformismo identitario). 
Il comportamento di imitazione è considerato come il primo stadi di un comportamento di utilizzazione. Tali comportamenti sono interpretati come liberazione (cioè iperattivazione) del lobo parietale a causa del venir meno dell’inibizione esercitata dai lobi frontali.

Tratto da I NETWORK CEREBRALI di Stefania Corrai
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