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Esichia in Clemente Alessandrino



Nella sua mistica l'esichia è un punto fondamentale. E' anche risaputo che l'esicasmo affonda le sue radici nei padri del deserto. La scuola alessandrina fu poi il centro in cui la gnosi pagana è emersa dall'incontro filosofia antica-religiosità ellenistica, permise il formarsi di una gnosi cristiana ortodossa, detta vera gnosi, termine che useranno poi gli esicasti. Quindi la scuola alessandrina fu il ponte che trasmise il metodo mistico dei filosofi antichi alla tradizione del monachesimo antico, inserendolo nella cristianità. L'esame delle 3 opere principali di Clemente Alessandrino conferma che vi si incontrano gli elementi chiave dell'esicasmo (vedi anche l'idea che la parte più profonda della dottrina sia occultata). Si può pensare che san Panteno accolse una disciplina ascetico-mistica che concentrava le energie nel cuore e risalente ai pitagorici. Comunque l'accettazione di una disciplina del genere non fu senza contrasti. Lo dimostrano le controversie sull'origenismo. Comunque diversamente da quanto avvenne nella scolastica il debito verso gli antichi rimase misconosciuto. Il confronto tra esicasmo e filosofia antica dà per scontato che entrambe abbiano alle spalle un retroterra molto differente: l'una il cristianesimo, l'altra il paganesimo greco. Quindi ci siamo concentrati non sull'elemento cristiano, ma su elementi specifici. Quando ad esempio Clemente indica un cibo e un abito propri dello gnostico, si distingue dala prassi cristiana corrente. Quindi vediamo che molte cose nell'esicasmo hanno un antecedente nella vera filosofia degli antichi. Ora accenneremo alla specificità dell'esicasmo. Abbiam finora mostrato le somiglianze, visto che le diversità sono palesi, per mostrare una derivazione. 1) forte differenza è la dottrina della metempsicosi, introdotta nel mondo antico dall'orfismo-pitagorismo. Negli scritti di Nikodemo si può comunque rintracciare il permanere delle premesse teoriche di tale concezione. Tale dottrina persiste nel sufismo e nella cabala. Negli esicasti poi la scintilla divina sembra venir infusa al momento del battesimo, mentre per i greci è una cosa già presente nell'uomo. Comunque indubbiamente negli esicasti c'è stata la volontà di cogliere il buono ovunque, come mostra il fatto che la Filocalia si apre con un testo stoico ritoccato in senso cristiano e Nikodemo stesso fu un esempio di apertura. Ma sembra ancora perdurare qualcosa del nazionalismo religioso, e la salvezza pare prerogativa del cristiano. Ma questo spirito fu anche quello delle scuole filosofiche, che si disputavano il titolo di unica depositaria della verità. Comunque in ambo gli ambiti si parla del conseguimento della salvezza e dell' acquisizione di una condizione divina, destinata a durare per sempre e che sia il ripristino della condizione originaria dell'uomo prima della caduta. La salvezza pare consistere in un ritorno allo stato adamitico, ma di più, quindi abbiamo anche la possibilità di ottenere più di quanto era stato perso.
Tratto da ORIGINI GRECHE DELL'ESICASMO di Dario Gemini
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