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Squadra


Squadra: è un gruppo di persone che devono interagire per raggiungere un obiettivo condiviso.

Caratteristiche della squadra sono:
  • obiettivi comuni;
  • ruoli differenziati;
  • regole e sanzioni;
  • sentimento di identità e unità tra i membri;
  • comunicazione.
La squadra si sviluppa a partire dal modo in cui i membri percepiscono l’interazione tra di loro e si costruisce in 4 fasi:
  1. Formazione: fase in cui si ha il confronto e l’interazione tra i membri, con la definizione dei ruoli. In questa fase, per favorire la familiarizzazione, l’allenatore deve proporre attività extra-sportive, evitare la creazione di sottogruppi e non differenziare atleti vecchi e atleti nuovi;
  2. Resistenza: fase in cui è necessario strutturare la squadra con regole e richieste e risolvere conflitti insorti in seguito a sconfitte o infortuni. In questa fase, l’allenatore deve ridefinire il sistema e cercare nuove strategie;
  3. Conformità: fase in cui l’individuo si adatta agli obiettivi comuni, abbandonando le proprie esigenze per assolvere i compiti richiesti. In questa fase l’allenatore deve fare scelte coerenti per favorire l’unione ed entra in gioco la sua capacità di trasmettere concetti;
  4. Azione-prestazione: fase in cui il successo della squadra diventa la priorità, e i membri si concentrano per risolvere i problemi. In questa fase, l’allenatore deve creare senso di fiducia e incrementare gli allenamenti in funzione della risposta della squadra.
Gli elementi necessari alla costruzione della squadra quindi sono:
  1. Regole
  2. Senso di identità
  3. Collaborazione
  4. Soddisfazione dei membri
  5. Chiarezza dei ruoli
  6. Attenzione ai sottogruppi
  7. Coesione interna.

Coesione: è un elemento fondamentale per la squadra. Si manifesta come attrazione verso la squadra e verso i vantaggi  del farne parte, ed è definita come la tendenza a rimanere uniti per raggiungere certi scopi. È un sistema che si ridefinisce in continuazione, sulla base delle forze positive e negative:
- positive: buoni risultati, pochi infortuni, leadership adatta, buoni rapporti tra i membri, obiettivi raggiungibili;
- negative: scarsi risultati, infortuni frequenti, problemi con la leadership e tra i membri, obiettivi gruppo-individuo non coincidenti.
Per ottenere la coesione sono necessari 3 elementi: ingredienti, formula e catalizzatori.
  • Ingredienti: sono gli atleti a disposizione, con le loro capacità, abilità e necessità psicologiche;
  • Formula: è il mettere insieme gli ingredienti attraverso obiettivi comuni, decisone di ruoli e regole, creazione dell’identità collettiva;
  • Catalizzatori: sono la leadership, la comunicazione e le strategie. L’allenatore infatti deve utilizzare:
- strategie fuori dal campo, che possono essere organizzative (cioè il monitoraggio di presenze, assenze, ritardi, creazione di regole) o comportamentali (cioè le azioni quotidiane volte a modificare il comportamento del gruppo, come chiarire i ruoli e gli obiettivi, favorire la comunicazione);
- esercitazioni in campo, basate sull’allenamento della cooperazione, che è volto a favorire l’interazione tra i membri e a imparare a cooperare in gara. Gli strumenti per fare ciò sono i giochi popolari, con il coinvolgimento di tutti.
Leadership: è l’azione di un individuo volta a influenzare il comportamento degli altri.
Un buon leader deve:
  • prendere decisioni chiare e coerenti;
  • guidare la squadra;
  • favorire un buon ambiente psicologico;
  • motivare al raggiungimento di obiettivi;
  • favorire la comunicazione e saper comunicare;
  • trasmettere valori;
  • confrontarsi sui problemi.
Le qualità personali del leader, come le competenze tecniche e le capacità interpersonali, devono essere utilizzate per analizzare problemi, trovare soluzioni e metterle in pratica.
Un leader può essere:
- autoritario, cioè prende decisioni da solo sulla base delle info disponibili;
- consultivo, cioè chiede pareri ma poi decide da solo;
- delegante, cioè delega le decisioni al gruppo;
- democratico, cioè lascia che le decisioni siano prese a voto di maggioranza.
In realtà, non esiste un solo stile applicativo per un leader, ma dipende dalla qualità e dall’importanza della decisione, dal tempo a disposizione, dalle info disponibili e dalla necessità che la decisione sia approvata dal gruppo.

Tratto da PSICOBIOLOGIA di Giulia Bonaccorsi
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