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Visione classica del sistema motorio


Visione classica del sistema motorio:
  • ha un ruolo periferico, solo esecutivo passivo, non percettivo o cognitivo;
  • l’info proveniente dalle aree corticali sensoriali passa alle aree associative, per poi essere elaborata e trasmessa alle aree motorie;
  • la corteccia motoria possiede due mappe: l’area motoria primaria, che contiene rappresentazioni dei movimenti più dettagliate e l’area motoria supplementare, che contiene rappresentazioni dei movimenti più generali.
In realtà:
  • la corteccia motoria possiede molteplici mappe, funzionalmente distinte e con rappresentazioni dei movimenti di varie parti del corpo: queste mappe sono le aree F1-F7 situate nel lobo frontale;
  • F1 è l’ area motoria primaria, F2-F7 sono le aree premotorie;
  • F1, F2, F3, F5 contengono rappresentazioni dei movimenti della mano;
  • F1, F3, F4, F5 contengono rappresentazioni dei movimenti della bocca.
Nella corteccia motoria sono rappresentati sia i movimenti che gli atti motori:
  • i movimenti sono spostamenti di parti del corpo senza uno scopo preciso;
  • gli atti motori sono sinergie di movimenti finalizzati a raggiungere uno scopo.
Corteccia parietale posteriore: è stata a lungo considerata un’area solamente associativa, ma si è scoperta la presenza di attività neurale in connessione agli atti motori, perciò va considerata parte del sistema motorio.

In quest’area sono presenti circuiti fronto-parietali, coinvolti in trasformazioni sensorimotorie, ovvero traduzioni degli stimoli in termini sensoriali e motori. 
Questi circuiti sono altamente specifici e sono 3:
  1. Circuito LIP-FEF: riguarda lo spazio extrapersonale e i movimenti oculari rapidi, detti saccadici; i campi recettivi di questo circuito sono codificati in coordinate rispetto alla fovea, per programmare i movimenti oculari, ma si tiene conto anche della posizione dell’occhio nell’orbita;
  2. Circuito VIP-F4: riguarda lo spazio peripersonale. In F4 sono contenute le rappresentazioni dei movimenti di collo, bocca e braccio, che si attivano non solo durante l’esecuzione dell’atto motorio ma anche in risposta a stimoli sensoriali, anticipando così il contatto con gli oggetti. Grazie all’info visiva infatti, possiamo capire la posizione di un oggetto rispetto al corpo anche senza toccarlo. In questo circuito sono quindi contenuti campi recettivi visivi, ancorati a campi recettivi tattili: i loro neuroni sono detti bimodali perché possiedono appunto due tipi di campi.
  3. Circuito AIP-F5: riguarda l’afferramento di oggetti. Per eseguire prese di precisione si attivano solo alcuni neuroni, mentre per eseguire prese di forza se ne attivano altri, in quanto ogni neurone risponde ad un solo tipo di presa. In questo circuito ci sono due tipi di neuroni:
  • neuroni canonici, che si attivano alla vista di un oggetto da afferrare;
  • neuroni mirror, che si attivano alla vista di un’altra persona che afferra un oggetto.
Questi neuroni sono la prova più convincente della forte relazione tra percezione e azione: la visione di un oggetto quindi, è in grado di reclutare programmi motori per l’interazione con esso. Si ha quindi la confutazione del modello classico, secondo cui percezione e azione sono separate: si parla invece di circolarità tra percezione e azione, che non sono né periferiche e né separate dalla cognizione. Le affordances sono caratteristiche specifiche di oggetti che favoriscono particolari interazioni con essi: sono relative all’organismo considerato e sono la prova del fatto che uno stimolo può portare non solo ad elaborare info visive ma anche ad attivare quegli atti motori che possono essere compiuti in relazione ad esso.
Sistema mirror: i neuroni mirror paragonano le azioni compiute da altri con il proprio repertorio motorio.

Le funzioni di questo sistema sono:
  • nascita del linguaggio;
  • apprendimento di nuove abilità motorie;
  • riconoscimento del significato delle azioni;
  • attribuzione dell’intenzionalità in base ai gesti compiuti.

Tratto da PSICOBIOLOGIA di Giulia Bonaccorsi
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