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L’analisi transazionale


L’ANALISI TRANSAZIONALE (AT) è uno strumento di analisi interpretativa
è una teoria psicologica della personalità e delle relazioni interpersonali, che fonda e costruisce i suoi principi basilari su un’originale analisi della comunicazione verbale, nasce in ambito clinico.
Il nucleo del suo apparato teorico considera lo sviluppo della persona, sia a livello intrapsichico sia a livello dei comportamenti interpersonali, come un processo che si definisce all’interno delle relazioni sociali e attraverso esse.

L’Analisi Transazionale si caratterizza per l’attenzione rivolta allo studio della comunicazione interpersonale.
Nasce tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta in California, nello stesso contesto storico-culturale e geografico dove si sono sviluppati la Scuola di Palo Alto, la Gestaltherapy (=la psicoterapia che conduce il paziente a riconoscere quelle parti precedentemente alienate per esaminarle e accettarle) e la psicoterapia rogersiana.
Il padre fondatore è Eric Berne, uno psichiatra canadese con una formazione psicoanalitica ma mette in dubbio il concetto di inconscio di Freud, creando così una sua teoria psicoanalitica. Pubblica “Games People Play” (=a che gioco giochiamo tradotto in italiano) e “What do you say after you say hello” (=ciao e poi tradotto in italiano)
L’Analisi Transazionale nasce nel momento in cui Berne inizia ad ascoltare i suoi pazienti e smette di ascoltare le teorie della psicoanalisi.

Dopo la morte di Berne, l’Analisi Transazionale era già molto diffusa grazie all’uso di un linguaggio semplice e di facile comprensione, nascono tre scuole che seguono l’Analisi Transazionale:
1. La Scuola di San Francisco: interessata ad analisi comportamentali.
2. La Scuola della Ridecisione dei coniugi Goulding: secondo cui i conflitti interni non possono essere risolti fin quando il paziente non riconosce e dichiara il suo potere. Questa scuola studia le impasse comunicative, vale a dire i conflitti che bloccano gli individui, e il concetto di responsabilità (≠ colpa) descritto come il riconoscere il proprio potere e prendere decisioni in base alle situazioni che si devono affrontare.
3. La Scuola degli Schiff: studia i comportamenti passi, cioè messi in atto per la dipendenza tipica delle relazioni simbiotiche, con l’obbiettivo di mantenere la simbiosi, e sono:
- astensione: ovvero l’immobilità, comporta la svalutazione delle proprie capacità di agire e risolvere problemi.
- iper-adattamento: consiste nell’adeguarsi ai desideri altrui, con una svalutazione della propria capacità di agire seguendo i propri desideri.
- agitazione: consiste in comportamenti non finalizzati a risolvere una situazione
- incapacità: si verifica quando un individuo cerca l’altro per risolvere un problema facendo leva sulla sua incapacità (come crolli mentali, abuso di droghe o alcool, ..).
- violenza: è una manifestazione di rabbia verso l’esterno, non è funzionale a risolvere il problema ma il tentativo è quello di far sì che gli altri si prendano carico del problema.
Il confronto è l’intervento verbale del terapeuta che cerca di bloccare i tentativi del paziente di stabilire anche all’interno del setting terapeutico rapporti simbiotici di dipendenza.

Dagli anni Settanta in poi l’Analisi Transazionale si diffonde anche in Europa con molto successo grazie all’originalità dell’impostazione, al linguaggio semplice/concreto/accessibile, alla vicinanza alla quotidianità.
L’Analisi Transazionale viene vista come un modello fondato sull’osservazione e sui principi di consapevolezza, autonomia psicologica e possibilità di un reale cambiamento per l’individuo. La cultura occidentale non ha avuto difficoltà nell’accettare la terapia transazionale perché ne condivide gli assunti di base come la felicità promessa a tutti, la responsabilità personale e la libertà individuale poiché essa è fondata su componenti giudaico-cristiane.

Al centro dell’Analisi Transazionale c’è la comunicazione interpersonale, è l’oggetto di indagine e uno strumento operativo.
I disturbi emotivi e i problemi relazionali, di cui si occupa l’Analisi Transazionale come terapia, hanno origine e si esprimono attraverso modelli interazionali di tipo patologico (da intendere come disfunzionalità/non produttivo e non come malattia). Il cambiamento della persona passa necessariamente attraverso un cambiamento da adottare e concretizzare nelle modalità comunicative e negli atteggiamenti relazionali. Per questi analisi se il paziente vuole cambiare può farlo perché a sua vita mentale è accessibile al suo controllo cosciente, noi individui siamo responsabili unici della creazione dei nostri pensieri/sentimenti e delle scelte comportamentali che facciamo e non siamo costretti a idee fisse.
Berne definisce l’Analisi Transazionale come una teoria della personalità e del rapporto sociale, e un metodo clinico di psicoterapia, basata sull’analisi di tutte le transazioni possibili tra due o più persone.
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