Skip to content

SVILUPPI E LIMITI DELLA TEORIA INTERGRUPPI


Secondo Tajfel [1972] l’identità sociale di un individuo è legata alla conoscenza della sua appartenenza a certi gruppi e al significato emozionale e valutativo che risulta da tale appartenenza, dunque l’identità sociale di una persona consiste nella sua concezione di sé in quanto membro di un gruppo. Turner [1987] invece elabora la teoria della categorizzazione del Sé la quale pone l’identità sociale quale base socio cognitiva del comportamento di gruppo e meccanismo che lo rende possibile e considera sia il comportamento individuale che di gruppo come un agire nei termini del Sé, un Sé che opera a diversi livelli di astrazione. L’obiettivo è quello di mostrare attraverso quali processi le persone giungano a concettualizzare se stesse come appartenenti a determinate categorie.
Il processo di base è  il processo cognitivo della categorizzazione, che comporta una accentuazione delle somiglianze intracategoriali e delle differenze intercategoriali.
La categorizzazione di sé e degli altri a livello intermedio accentua il carattere proto tipico  e stereotipico del gruppo, ciò comporta un incremento della somiglianza percepita tra sé e i membri del proprio gruppo, una sorta di “depersonalizzazione”. La depersonalizzazione della percezione di sé è il processo basilare sottostante a fenomeni di gruppo come la stereo tipizzazione sociale, la coesione di gruppo, l’etnocentrismo e il comportamento collettivo.
Tratto da PSICOLOGIA SOCIALE di Carla Callioni
Valuta questi appunti:

Continua a leggere:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:

Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.