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Il doppio senso del progresso


La coalizione consiste nel mettere in comune le possibilità che ogni cultura ha nel corso del suo sviluppo storico, questa coalizione è tanto più feconda quanto più avviene tra culture diversificate. Ci troviamo di fronte a condizioni contraddittorie poiché quel gioco in comune da cui deriva ogni progresso implica come conseguenza un’omogeneizzazione. Esistono solo due rimedi: uno consiste negli scarti differenziali, un esempio sono le disuguaglianze sociali come le grandi rivoluzioni neolitica e industriale che sono state accompagnate dall’instaurarsi di statuti differenziali fra i gruppi; il secondo rimedio è condizionato dal primo e consiste nell’introdurre nella coalizione nuovi partner esterni e diversi, ad esempio l’espansione coloniale che ha consentito all’Europa di rinnovarsi senza introdurre i popoli coloniali. 
In entrambi i casi il rimedio consiste nell’allargare la coalizione, ma queste soluzioni possono solo rallentare provvisoriamente il processo, in seno a una coalizione vi è sfruttamento fra dominante e dominato.
Per il progresso occorre sempre la collaborazione che man mano perde la componente della diversità, quindi c’è una contraddizione insolubile perché da un alto il particolarismo non deve riservare il privilegio dell’umanità a una razza e dall’altro non è possibile concepire l’umanità in un genere di vita unico.
A tal proposito le istituzioni internazionali hanno di fronte a sé un compito immenso che consiste in una liquidazione e in un risveglio. L’umanità è costantemente alle prese con due processi contraddittori di cui l’uno tende a instaurare l’identificazione mentre l’altro mira a mantenere la diversificazione; la diversità va comunque salvata e non il contenuto storico che ogni epoca le ha conferito.

Tratto da RAZZA E STORIA. RAZZA E CULTURA di Anna Carla Russo
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