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La civiltà occidentale


Da un punto di vista astratto una cultura è incapace di giudicarne un’altra, ma tutte le civiltà riconoscono la superiorità di una fra esse, quella occidentale.
L’esistenza di una civiltà mondiale è un fatto unico nella storia e da oltre un secolo e mezzo la civiltà occidentale tende a diffondersi nel mondo, tentativo che spesso si riduce solo alle sovrastrutture. L’adesione al genere di vita occidentale però non è spontanea, non dipende da una libera decisione, ma da una mancanza di scelta. La civiltà occidentale ha stabilito soldati, banche, è intervenuta nella via dei popoli sconvolgendo il loro modo di esistere; i popolo assoggettati non potevano non accettare queste soluzioni occidentali in quanto non potevano combatterle. 
La disuguaglianza di forze è un fenomeno oggettivo, una delle cause riguarda i valori occidentali più manifesti ossia da un lato si cerca di accrescere la quantità di energia disponibile pro capite, dall’altro di proteggere e prolungare la vita umana, ma questi caratteri sono stati accompagnati da fenomeni di freno come le guerre, le disuguaglianze di energia disponibile.
Tutte le società umane,dai tempi più remoti hanno agito nello stesso senso e proprio le società più arcaiche hanno compiuto progressi decisivi, nel neolitico nasce l’agricoltura, l’allevamento, la tessitura, che l’uomo attuale ha solo perfezionato.

Tratto da RAZZA E STORIA. RAZZA E CULTURA di Anna Carla Russo
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