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Reazioni avverse agli alimenti


Risposta anomala all’ingestione di un alimento o additivo alimentare.
ALLERGIA ALIMENTARE: reazione immunologica IgE mediata provocata dall’ingestione di un alimento o additivo. Si verifica solo in alcuni pazienti dopo somministrazione di quantità piccolissime dell’agente responsabile.
INTOLLERANZA ALIMENTARE: termine generico che descrive una risposta fisiologica anomala all’ingestione di un alimento o additivo. Non  è provata la natura immunologica.
Le conseguenze e i sintomi in presenza di reazioni avverse agli alimenti possono essere:
Sindrome orale allergica (SOA). E’ dovuta ad una reazione crociata tra allergeni inalanti (che contengono proteine, ovvero antigeni presenti anche in alcuni alimenti) e allergeni alimentari, si manifesta con edema delle labbra e del cavo orale; tende a risolversi spontaneamente
Ipersensibilità gastrointestinale IgE mediata, nausea, dolori addominali
Gastroenterite eosinofila allergica con nausea, vomito, ritardo della crescita
Enterocolite da proteine alimentari nei primi 3 mesi di vita con vomito e diarrea; dovuta al latte vaccino e alle proteine della soia, tende a scomparire entro 1 - 2 anni
Proctite (= processo infiammatorio cronico o acuto dell’intestino retto) da proteine alimentari, che si risolve in 6 mesi eliminando latte vaccino e soia
Morbo celiaco con enteropatia che conduce ad atrofia dei villi

Per la diagnosi di allergia/intolleranza sono necessarie le seguenti tappe:
- sospetto anamnestico e clinico (compilazione de≅l diario alimentare con la registrazione del sintomo accusato)
- test cutanei mirati verso alcuni alimenti sospetti (prick test IgE e IgG specifiche)
- test di provocazione orale

Dopo di che se il risultato è negativo, si provano test diagnostici con altri alimenti; in caso di positività di procede con la dieta di eliminazione. Questa consiste nell’eliminare l’alimento imputato per 3 settimane per poi ripetere il test di provocazione orale.
Il 90% delle reazioni avverse che si sviluppano nei bambino sono dovute a: uova, latte, arachidi, soia e grano. La terapia consiste nella totale eliminazione dell’alimento responsabile dalla dieta del paziente ma è importante considerare i rischi di deficit nutrizionali.
Tratto da SCIENZE E TECNICHE DIETETICHE APPLICATE di Lucrezia Modesto
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