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Dimensione Geopolitica-Spaziale nel contesto internazionale


C’è una grande trasformazione geospaziale in atto -> lo spazio è tornato ad essere una dimensione problematica; con lo sgretolamento del bipolarismo non esistono più le sfere d’influeza, cambia il peso delle aree regionali.
La globalizzazione ha un connotato spaziale; il mondo è sempre più piccolo e le relazioni tra stati e popoli diversi sono sempre più dense. Il restringimento del mondo ha subito un’accelerazione negli ultimi 30 anni: dal punto di vista economico è cresciuta. In tutti gli altri campi ha invece subito un riflusso. L’apice della globalizzazione è stato raggiunto nel ‘900 -> organizzazioni internazionali, ideologie universali…
Quanto di questo tessuto sopravvive?
Se e quanto il tessuto della globalizzazione novecentesca resiste nel contesto internazionale attuale. Elementi di accelerazione della globalizzazione -> Negli ultimi trent’anni abbiamo avuto un aumento esponenziale delle capacità di interazione (collegamenti globali tramite nuove tecnologie).
La fine del bipolarismo ha annullato certe fratture che impedivano le relazioni con conseguente allargamento delle organizzazioni internazionali. Addensarsi delle relazioni politiche, economiche e dei flussi finanziari.
Crescita delle reti di infrastrutture.
La politica estera degli USA è di per sé un elemento di globalità; essa tiene insieme contesti diversi.
Le interdipendenze attuali tra stati sono molto più deboli di quelle del ‘900. Nel ‘900 tutti sarebbe finiti nella stessa guerra o nella stessa pace.
Cosa si è spezzato?
* Crisi di connessione: a livello strategico-diplomatico sono diminuite le interdipendenze tra aree regionali; le alleanze si stanno regionalizzando; le dinamiche locali prevalgono su quelle globali; la sicurezza dipende dalla distribuzione regionale del potere.
* Crisi di somiglianza: aumenta l’incentivo a creare organizzazioni regionali.
* Crisi di comunicazione: crescita capacità di interazione, ma perdita della comunione di linguaggio, non c’è più lo stesso modo di esprimere gli antagonismi.
Conseguenze:
* rovesciamento rapporti tra dinamiche regionali e dinamiche globali -> spirali di insicurezza reciproca, incentivi a giocare d’anticipo. Es. timori iraniani e israeliani, corsa ad armamenti. Le dinamiche competitive regionali sono aggravate anche dal fatto che coincidono con la parziale trasformazione della gerarchia di potere.
* crisi delle forme di governance globali  a causa della necessità di rafforzare il proprio potere in ambito regionale.
* incomunicabilità -> diminuisce l’incentivo a moderare la violenza, non c’è più la volontà di convincere il nemico.
* se gli Usa vogliono essere efficaci devono imparare ad operare diversamente in ogni ambito regionale -> costo molto più elevato; inoltre problema legittimità e insolubilità, difficoltà a coinvolgere alleati al di fuori delle loro regioni.
Dimensione Ideologico-Culturale.
La fine del bipolarismo ha portato ad un esito ibrido -> da un lato fine del grande conflitto ideologico; dall’altro lato deoccidentalizzazione del mondo. Da un lato fine della lacerazione; dall’altro moltiplicazione delle civiltà data dalla deoccidentalizzazione.
Data simbolo: 1979; una serie di trasformazioni che tutte insieme delineano un cambiamento ideologico:
* Tatcher in Uk, Reagan negli Usa -> crisi delle socialdemocrazie e avvento del neoliberismo.
* Invasione sovietica dell Afghanistan -> ultimo grande episodio dell’offensiva sovietica -> disastro militare e politico -> crollo dell’ideologia, crollo delle sue capacità di attrazione.
* Deng Xiao Ping (P.C. Cinese) -> primo viaggio, processo di normalizzazione politica, inserimento nel mercato capitalistico europeo.
* Rivoluzione islamica in Iran; vicenda storica staccata dal bipolarismo.
Crollo di tutti i regimi comunisti senza resistenze, evento impensabile e imprevedibile. Prima del 1989 c’erano tre economie distinte ed indipendenti (Urss, Cina, Capitalismo) ; dopo il 1989 la Cina smantella la propria eccezionalità, si ha una nuova ondata di radicalismo islamico (ritorno alle radici, basta copiare l’occidente!) . Una nuova ondata arriverà nel ’91 con le sconfitte di Saddam e di Arafat.

Tratto da RELAZIONI INTERNAZIONALI di Alice Lavinia Oppizzi
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