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Débrayage temporale


Secondo Christian Metz ogni racconto possiede all’interno due tempi:
a. il tempo della cosa raccontata: è la programmazione temporale con cui si converte l’organizzazione dei programmi narrativi in un processo cronologicamente ordinato. È il tempo proprio della storia raccontata (quello scandito in sette giorni del Nome della Rosa)
b. il tempo del racconto: è la localizzazione temporale (temporalizzazione in senso stretto) che utilizza le procedure di dèbrayage ed embrayage, stabilendo il quadro dove s’inscrivono le strutture narrative
Dal décalage di questi due assi temporali partono i fenomeni di durata, rapidità, dilatazione, contrazione, ordine e disordine
c. l’aspettualizzazione trasforma i fenomeni narrati in processi che si svolgono sotto gli occhi dell’osservatore nella scena del testo
Tratto da SEMIOTICA DELLA PUBBLICITÀ di Priscilla Cavalieri
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