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Enunciazione linguistica ed enunciazione pragmatica


Studi di Benveniste:
* enunciazione pragmatica: è l’attività di chi parla a qualcuno realmente presente, in un contesto concreto, interazione vis à vis in cui locutore e locatario si danno feedback anche col linguaggio del corpo (indicatori/atti di riferimenti deittici o shifters) è anche sede degli atti di linguaggio in cui una richiesta, in rapporto all’espressione del viso o al tono della voce può trasformarsi in una supplica o in un ordine.
* enunciazione linguistica: interna al testo è mediazione tra sistema e processo, Greimas si occupa solo di questa perché sostiene che sia solo nel testo la possibilità di analisi della soggettività, solo dal testo questa può essere ricostruita, l’enunciazione pragmatica è solo simulacro.
Nel PG (Percorso Generativo) del senso l’enunciazione linguistica sta tra le strutture semio-narrative e discorsive, mediazione tra strutture superficiali e profonde e ne consente la conversione, relazione tra enunciato prodotto e soggettività di produzione. Quindi l’enunciato presuppone l’enunciazione come l’atto che l’ha prodotto e ne conserva le tracce, cioè il suo simulacro
Tratto da SEMIOTICA DELLA PUBBLICITÀ di Priscilla Cavalieri
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