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Concetto di Razionalità

Quando si parla di razionalità ci si riferisce a due aspetti. Adottando la prospettiva attore/decisore ci si può riferire ai criteri in base al quale dall’insieme delle decisioni possibili si seleziona la decisione prescelta. Un secondo aspetto consiste nell’adottare la prospettiva di coloro interessati alla decisione, del pubblico, inteso come coloro che possono avere notizia della decisone. Allora sarà necessario fare riferimento a criteri di giustificazione della decisione. Le due prospettive sono connesse ma distinte. È possibile che l’attore decisore riesca a prendere in considerazione, già nel momento in cui sceglie i propri criteri di decisione, le culture dominanti nel suo ambito sociale. Una decisione singola può essere razionale in modi diversi, e giustificata in modi diversi, lo stesso risulta anche se si passa a considerare la razionalità complessiva di un insieme di decisioni. La razionalità può essere definita come un limite della decisione e all’interno di tale cornice occorre tematizzare diverse prospettive (individuali e collettive, decisionali e giustificative) per riuscire a definire una tipologia della razionalità articolata. 

1. Una prima modalità di selezione delle alternative di decisione sarebbero in un certo contesto nel selezionare solo quelle possibilità che già sono state precedentemente adottate in situazioni simili. È una modalità statica e ciò che si è fatto precedentemente tende a ripetersi. Questo tipo di razionalità viene detta TRADIZIONALE; essa si limita ad indicare ciò che tutti fanno e si aspettano. (quando nasce un bambino dopo si fanno i festeggiamenti). 

2. Il secondo tipo di razionalità consiste nel selezionare le possibilità di decisione adottando il criterio della loro corrispondenza a questo o quell'atteggiamento sentimentale e affettivo. La pubblicità fa di questo tipo di razionalità uno dei suoi elementi. 

3. Un terzo tipo di razionalità riguarda la selezione delle possibilità di decisione compiuta adottando come punto di riferimento valori al cui perseguimento il singolo o la società di appartenenza riconoscono importanza. 

4. Consiste nell’adozione di criteri puramente utilitaristici basati sulla effettiva idoneità di certi comportamenti in vista della realizzazione di certi obiettivi. 

Questa razionalità che viene denominata razionalità rispetto allo scopo o TELEOLOGICA si pone ad un livello che può apparire per molti versi antitetico rispetto al primo tipo di razionalità. Richiede una accurata analisi di vari elementi della situazione contingente in cui la singola decisione viene presa per prevedere una serie di elementi quali i probabili sviluppi di una situazione i costi che questa o quella decisione comporta, la capacità di conseguire in tal modo un certo obiettivo. La razionalità teleologica è destinata ad esaurire il proprio punto di riferimento ogni volta che raggiunge lo scopo, mentre negli altri tipi di razionalità il punto di riferimento è riproducibile all’infinito. Tutto ciò fa si che proprio il più razionale e difficile è il più concretamente esposto a momenti di irrazionalità. 
Per WEBER la razionalità teleologica è quella più diffusa nella cultura occidentale e questo da un lato è connesso ad una grande capacità di autocorrezione e innovazione e dall’altro  non può essere disgiunta da un elevato livello di incertezza per il futuro. Si può affermare che la razionalità teleologica è innovativa in quanto ha un rapporto dinamico e aperto col passato potendo recuperare in tutto o parte strumenti già utilizzati con altre finalità per adattarli ai nuovi obiettivi ma è innovativa anche nei confronti del presente in quanto per la realizzazione dei propri obiettivi deve necessariamente essere in grado di indicare gli strumenti impiegati attraverso processi di errore e correzione. I vari tipi di razionalità costituiscono un insieme di strumenti che possono servire ad aiutare l’attore sociale a comprendere verso quale modalità di decisione egli si stia orientando e aiutare l’osservatore a comprendere quali modalità di decisione siano in concreto le più adeguate in certi ambiti funzionali.occorrerà tenere conto che in ogni ambito della società si può assistere a trasformazioni di motivazioni compiute da decisori per motivi opportunistici. Per tentare di unificare i punti di vista assumendo un unico punto di vista astratto si suole fare ricorso al concetto di FUNZIONE: in cui ricadono tutti i riferimenti che caratterizzano i diversi tipi di razionalità che si sono visti soprattutto se riferiti invece che ad azioni singole a insiemi di decisione caratterizzate da riferimenti funzionali tipici. La funziona però essere manifesta o latente. Le funzioni manifeste sono quelle che vengono dichiarate dagli attori nel momenti in cui perseguono, mentre le funzioni latenti quelle che di fatto si affiancano alle prima e talora ne riducono la portata. 
Tratto da SOCIOLOGIA GENERALE E CONTROLLO SOCIALE di Anna Carla Russo
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