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Il controllo dell’incertezza come logica organizzativa


Meccanismi e scelte orientati a controllare le possibili fonti di incertezza si trovano sia a livello amministrativo che strategico.
Si possono misurare tramite il concetto di escalation: vi sono dispositivi che fungono da polmoni (buffer) per assorbire le variazioni esterne, per esempio misure per incentivare o scoraggiare le variazioni di domanda esterna (tariffe speciali, saldi..), tentativi dove si anticipano o ci si adatta ai mutamenti esterni (assunzioni temporanee, programmazioni anticipate attività…).
A livello strategico, fondamentale è la scelta del proprio campo d’azione e sul proprio ambiente di attività (desk environment).
Il criterio ispirato a razionalità è sempre quello di diminuire le tendenze ambiente esterno con la diversificazione prodotto, incrementare i fornitori ecc..
Le strategie delle organizzazioni per far fronte alle incertezze variano anche in base alle tecnologie adottate:
1) tecnologia a collegamento lineare = controllano incertezza con integrazione verticale nella produzione del prodotto
2) tecnologia di mediazione = cercano di espandere il proprio campo d’azione in senso orizzontale (banche, ferrovie)
3) tecnologie intensive = (ospedali, scuole) cercano di incorporare l’oggetto su cui intervengono (convitto a tempo pieno, degenza continuativa…)
Thompson propone di interpretare l’attività delle organizzazioni economiche, non tanto a massimizzare il profitto, ma a controllare a breve termine le incertezze, e a cercare flessibilità nel lungo termine.
Tratto da STORIA DEL PENSIERO ORGANIZZATIVO di Priscilla Cavalieri
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