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L’affermazione del sistema tonale nel '600



Nel seicento inizia quel complesso fenomeno di organizzazione dei suoni che va sotto il nome di tonalità. Possiamo definire la tonalità come l'insieme dei principi armonici e melodici che regolano i relativi legami tra accordi e/o note in un brano musicale. In precedenza la musica era definita modale ed era basata sugli otto modi di origine benedettina, suddivisi in quattro modi autentici (Dorico, Frigio, Lidio, Misolidio) e quattro modi plagali (Ipodorico, Ipoionico, Ipofrigio, Ipomisolidio). Nel corso dei secoli i compositori hanno concentrato la propria attenzione armonica sui gradi "più forti" in senso tonale. Le note della scala, e gli accordi costruiti su di esse, obbediscono a delle leggi che li pongono necessariamente in relazione rispetto alla tonica (tonica è la nota che da il nome alla tonalità). Ciascuna nota o accordo della scala si trova quindi ad essere in qualche modo subordinata alla nota (o accordo) principale che appunto è la tonica. Tuttavia questa "subordinazione" non è univoca, ma vi sono gradi della scala paradossalmente più armonicamente forti della tonica stessa: la dominante (il V grado della scala) è capace di determinare o ribadire la tonalità in maniera assai più efficace della tonica. La successione dominante - tonica nella cadenza è considerata la successione armonica più importante di tutto il periodo tonale. Le scale fondamentali del sistema tonale sono la scala maggiore e la scala minore, nelle sue diverse forme: minore melodica e minore armonica. Una scala musicale è il susseguirsi di intervalli tra le note, ovvero di distanze tra suoni misurate in toni e semitoni. La scala maggiore è basata su un succedersi di note distanziate tra loro da un tono, tranne che tra la terza e la quarta nota e tra la settima e l'ottava nota, separate tra loro da un semitono. La scala minore armonica è basata su un succedersi di note distanziate tra loro secondo questi intervalli: I (un tono), II (1/2 tono), III (un tono), IV (un tono), V (1/2 tono), VI (un tono e mezzo), VII (1/2 tono), VIII.

Tratto da STORIA DELLA MUSICA di Gherardo Fabretti
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