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L'opera di Robert Schuman

L'opera di Robert Schuman


Robert Schumann nasce in Sassonia nel 1810 e muore a Bonn nel 1856. Fu per qualche tempo diviso tra la vocazione musicale e quella di scrittore, e non nascose mai le matrici letterarie di molte sue opere. Schumann, tuttavia, non mise mai in discussione la vera e propria autonomia della musica, e leggenda vuole che sia stato un concerto di Paganini a indirizzarlo definitivamente per quella via.
L’opera di Schumann rappresenta una delle realizzazioni più perfette ed emblematiche degli ideali musicali romantici. I suoi lieder, che rappresentano uno dei settori più caratteristici e stilisticamente alti della sua intera produzione, si ispirano a testi letterari di Goethe, Byron, Heine, Chamisso, Hoffman. Erano spesso organizzati in cicli e rappresentano uno dei capitoli più esaltanti dell’incontro tra musica e letteratura nel romanticismo tedesco.
Le composizioni per pianoforte costituiscono la parte più nota e diffusa dell’opera schumanniana, per la loro capacità di sottrarsi ad ogni schematismo, rispecchiando le più sottili e nascoste vibrazioni del sentimento. Alcune, come gli Studi sui capricci di Paganini, o i Dodici studi sinfonici e la Fantasia sono esempi di una nuova concezione del virtuosismo strumentale che vuole indagare le inedite possibilità foniche dello strumento. Schumann però non sembra far nascere la sua genialità compositiva da un rapporto diretto con la tastiera, quanto da uno studio approfondito del contrappunto bachiano, che fu importante oggetto dei suoi studi di composizione. Schumann si accostò inoltre alla sonata, pur conscio dell’inattualità della forma, ma proprio per questo spinto ad un impegnativo confronto con essa nell’intento di modernizzarla.
Il rapporto di Schumann con la musica è quello di un uomo combattuto tra un’intuizione tesa all’individuazione di nuclei musicali di intensissima pregnanza, in un certo modo esauriti in se stessi, e la necessità di sviluppare tali tematiche legandole alla tradizione accademica.

Tratto da STORIA DELLA MUSICA di Gherardo Fabretti
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